Viterbo – Il 22 maggio sarà la festa di Santa Rita. Come consuetudine,  saranno benedette le rose, e nella piazza antistante la chiesa della Trinità, le automobili.

Alle 16 ci sarà la benedizione dei bambini, poi il Santo Rosario. Alle ore 18,30 ci sarà la Santa Messa Solenne celebrata da don Luigi Fabri, Vicario Generale della Diocesi di Viterbo.

La chiesa della Santissima Trinità, conosciuta dai cittadini come chiesa della Madonna Liberatrice, risale al 1200 e l’appellativo di Madonna Liberatrice deriva da un’antica storia. Secondo molte testimonianze dei cronisti dell’epoca, il 28 maggio del 1320, il cielo della città si riempì di demoni e forze del male. Improvvisamente avvenne il miracolo. Ai cittadini apparve la Vergine, venerata in una cappella della chiesa della Trinità, che invitò tutti a pregare davanti alla sua immagine. Le persone si riunirono nella chiesa ed implorano l’aiuto della Madonna. Viterbo così fu liberata dai demoni e all’immagine della Vergine fu dato il nome di Madonna Liberatrice di Viterbo.

L’antica costruzione fu restaurata nel 1421, dopo che un incendio l’aveva danneggiata.

Successivamente, nel 1700, la chiesa è stata completamente ricostruitoa.

La chiesa appare oggi come un’armonica fusione fra stile barocco e neoclassico dalla  facciata imponente.

Entrando all’interno della chiesa della Santissima Trinità,  si rimane stupiti dalla grandezza e dalla superba bellezza. Costruita su pianta a croce latina, si presenta molto luminosa, grazie ai tre grandi finestroni presenti sui lati. Tante le opere d’arte che abbelliscono le pareti interne della chiesa, in particolare sono presenti affreschi risalenti al 1700. All’interno è custodita anche la statua di Santa Rita.

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