Federica Pellegrini conquista la sua 55esima medaglia in carriera, supera Magnini (Rosolino è primo con 60) dietro la ceca Seemanova. L’azzurro Razzetti di bronzo nei 200 misti come pure la 4×100 mista, mista

Una Fede infinita. Agli Europei di Budapest Federica Pellegrini conquista un argento nella gara su cui lascerà un segno per sempre: i 200 stile. La Divina chiude seconda per soli due centesimi, in 1’56’’29, dietro la ceca Barbora Seemanova (1’56’’27) e davanti all’inglese Anderson. «Ciao mamma sono ancora viva — scherza appena uscita dalla vasca —. Ero un po’ provata, perché il quarto 200 in quattro giorni era complicato da affrontare. Ma era l’ultima occasione per farne tanti ravvicinati, come a Tokyo. Era un rischio ma sono soddisfatta della mia gara. Non sono ancora veloce, ho cercato quindi una gara con un ritorno alla mia maniera. La medaglia non era così scontata, eravamo tutte vicine. Dopo una buona staffetta ho deciso di buttarmi e va benissimo così», ha concluso l’azzurra.

Federica Pellegrini e i 200

Non doveva nuotarli, in teoria, questi 200 ma nell’ambiente non le credeva nessuno. Avrebbe dovuto cimentarsi solo nelle staffette, perché questi Europei dovevano essere solo una tappa di passaggio per l’Olimpiade di Tokyo. Ma erano tutti pronti a scommettere che, dopo aver conquistato un argento nella staffetta mixed uomini e donne nei 200 stile, si sarebbe provata anche nella sua gara individuale. «Un’occasione per testare il triplo turno, batterie, semifinali e finali», aveva spiegato lei. I tempi delle altre — Seemanova, Bonnet — apparivano alla portata. Quindi perché non provare a conquistare la 55esima medaglia in carriera (superato Filippo Magnini, ora davanti c’è solo Rosolino a 60)? Così è stato. «Ma questa mattina con Matteo (Giunta, l’allenatore, ndr) ci siamo detti che questa medaglia poteva anche non arrivare, perché eravamo in quattro sugli stessi tempi»

È stata questa la sua sesta finale europea della carriera nei 200: un’epopea iniziata con il quarto posto, a quindici anni, a Madrid 2004; poi gli ori a Budapest 2010, Debrecen 2012, Berlino 2014 e Londra 2016; nel mezzo la contestata squalifica per falsa partenza in batteria ad Eindhoven 2008 e l’anno sabatico in occasione di Glasgow 2018 dove nuotò i 100.

 

Fonte: corriere

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