Bocciateci tutti. Se proprio dovete fare una strage, cari professori, facendo ripetere l’anno – e che anno, questo anno orribile in cui il mondo si è fermato e certezze granitiche si sono sbriciolate -; insomma se proprio dovete far ripetere l’anno scolastico a migliaia di studenti, allora bocciateci tutti.

Bocciate per primi noi genitori che non siamo stati capaci di capire il disagio profondo eppure lampante dei nostri figli in lockdown. Che non siamo intervenuti subito quando abbiamo visto che la didattica a distanza era un disastro. Che non abbiamo fatto nulla quando abbiamo visto che i ragazzi non seguivano le lezioni (ma erano lezioni esattamente di cosa quei fiumi di parole trasmessi senz’anima e senza conoscenza delle potenzialità e dei limiti dello strumento digitale?). Che non abbiamo detto loro che nascondersi per mesi dietro lo schermo nero del computer sognando la libertà non li avrebbe salvati.

Ma allora bocciate anche voi stessi, cari professori. Che non vi siete chiesti come interpretare didatticamente la pandemia, che avete pensato solo al programma ministeriale da finire, ad ogni costo, “sì, anche ginnastica in dad e allora”? Bocciate anche voi che non sapevate nulla di computer e didattica digitale (e questo era normale, comprensibile in un paese povero di competenze digitali come il nostro); ma che ancora oggi non ne sapete nulla. E’ passato più di un anno e non avete imparato nulla. Fate ancora le stesse lezioni orribili di un anno fa. Del resto a gennaio appena in 50 mila avevano scelto di frequentare i corsi dei Future Labs del ministero, dimostrando di aver capito che era necessario, indispensabile e in fondo onesto, tornare studenti per diventare docenti migliori. In 50 mila su quasi 800 mila. Tutti gli altri sono rimasti, didatticamente, il disastro analogico che erano prima e hanno preteso che i ragazzi restassero collegati davanti ad un computer per sei ore al giorno, come se fossero secchi da riempire. Salvo scoprire adesso, con le verifiche in presenza, che qualcosa è andato storto. Ma va?

Allora, cari prof, bocciate pure chi si è perduto nella cameretta in zona rossa, se lo ritenete giusto. Ma bocciamo prima di tutti noi adulti che abbiamo perso l’occasione di trasformare questo anno orribile in un momento di crescita vera per i nostri ragazzi.

Fonte: La Repubblica.it

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