Non è riuscito a fare il suo ultimo salto verso la vita: Alessandro Talotti è morto nelle prime ore di questa mattina,  domenica 16 maggio.

Nato a Udine il 7 ottobre 1980, è stato un atleta di punta non soltanto regionale, ma anche in chiave azzurra.

Aveva 40 anni, da più di un anno era gravemente ammalato. Ha lottato a lungo contro il tumore che lo aveva colpito.

Talotti è stato l’ultimo esponente di spicco della grande scuola udinese dei saltatori in alto, un vero talento. I momenti più belli della sua carriera sono arrivati nei primi anni da senior. Monaco 2002, 22 anni non ancora compiuti, mancò di un soffio il podio ai campionati europei all’aperto. Arrivò quarto con 2 e 27, stessa misura dello svedese Strand, ma con più errori.

L’anno seguente, nella coppa europa indoor, sbaragliò una concorrenza di altissimo livello vincendo con 2,28; a Firenze saltò a 2 e 30, secondo in Coppa Europa all’aperto, resterà il suo primato.

Nel 2005 il 2,32  che rimarrà primato italiano indoor per ben 8 anni.

Ha gareggiato per la Libertas Udine, poi nei carabinieri per poi tornare a gareggiare alla Libertas. Il tecnico che lo ha avviato al salto in alto è stato Mario Gasparetto; Talotti fu allenato anche da Enzo Dal Forno e Luca Toso.

Dopo avere chiuso l’attività agonistica, era diventato dirigente sportivo e docente alla facoltà di scienze motorie di Gemona. Attualmente era delegato del Coni per la provincia di Udine.

Pochi giorni prima di morire, il 7 maggio, Talotti si era sposato con il suo grande amore, Silvia Stibilj, campionessa di pattinaggio a rotelle; la coppia ha avuto da poco un bambino, Elio, che ora ha 6 mesi.

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