Chi ci rimetterà? Sempre quelli chiamati Eroi per poi vedersi negare i riconoscimenti ed i diritti conquistati sul campo.

Le solite sigle sindacali tutelano i precari Asl chiedendo un nuovo premio Covid mai arrivato ai lavoratori in Prima Linea in quanto, sempre secondo le dichiarazioni delle sigle sindacali, non spetta a chi rischia la vita giornalmente in prima linea.

Sulle richieste dei diritti acquisiti per meriti si risponde che per entrare nel Pubblico sono necessari concorsi, ma perché solo per loro? Come mai tutto questo interesse a stabilizzare i precari delle varie Asl che hanno risposto ad avvisi pubblici?

A questo punto viene legittimo chiedersi se effettivamente la legge è uguale per tutti.

Si parla di circa 1200 unità, operatori sanitari che operano nel servizio 118 in convenzione Ares in appalto nel settore sanitario di emergenza- urgenza.

In sintesi vi spieghiamo la situazione del 118 nel Lazio.

L’Ares 118 Azienda Regionale Emergenza Sanitaria che gestisce l’emergenza territoriale del Lazio da circa 15 anni non ha mai fatto bandi per assunzioni di personale, da circa 8/10 anni ha sempre esternalizzato i servizi ad associazioni di (finto volontariato) , aziende ed altro .

Arrivata questa pandemia era inevitabile che si trovasse impreparata con pochi mezzi di soccorso e sperperando soldi pubblici.

Solo per dare qualche dettaglio dal 2015 ad oggi sono stati spesi oltre 250 milioni di euro solo di servizi appaltati per essere sempre un servizio colabrodo. Addirittura nel periodo pandemico fanno una manifestazione di interesse per autisti in quiescenza ovvio amici degli amici per dargli 30 euro l’ora per un totale di 12 ore a turno e di cui 13 turni mese, questo fa capire che si sperperano soldi pubblici perché nemmeno i medici prendono queste somme. Si aggiunge alla lista l’appalto assegnato alla  multinazionale MANPOWER per prima come 20 autisti per poi assegnare altri soldi per altri 46 autisti per sopperire alle esigenze di servizio perché tra assenze e malattie per Covid servivano autisti da mettere in servizio , totale spese per questi autisti circa 1 milione e 100 mila euro, se venivano assunti direttamente da Ares118 si spendeva di meno e creando altro precariato perché chi hanno sfruttato nel periodo pandemico adesso è a casa.

IL 12 MANIFESTERANNO PER CHIEDERE CON FORZA UN PERCORSO CONDIVISO CREANDO AVVISI PUBBLICI PER LE TRE FIGURE , AUTISTA, SOCCORRITORE ED INFERMIERE CON GLI STESSI CRITERI INDIVIDUATI DA ALTRE REGIONI.

Visto il dpcm “Cura Italia”, del 2020 nei capitoli relativi ai servizi appaltanti privati sanitari di emergenza- urgenza, recepito dalla Regione Puglia.

Visto la Legge Regionale 1004/94 Regione Lazio ; attuazione delle figure necessarie per l’espletamento in emergenza-urgenza:

– Autista soccorritore

– Infermieri

– Barelliere- Soccorritore

É doveroso che l’ Ares consapevolmente e responsabilmente riconosca le figure sopra menzionate senza se e senza ma.

La maggior parte degli operatori delle ditte appaltanti sanitari emergenza- urgenza della REGIONE LAZIO operano in questo settore da più di 15 anni e il totale degli addetti è di circa 1200 unità

In considerazione del fatto che in altre Regioni si procede in tal senso, domandiamo perché questo nella Ragione Lazio non avviene.

Il paradosso è che questa situazione persiste in fase pandemica, in piena emergenza sanitaria.

Considerato che tutti gli operatori lavorano in un contesto di stress oggettivo dovuto alla grave crisi sanitaria causata dalla pandemia in corso, auspichiamo che al più presto si apra un tavolo di trattativa con un confronto reale sulle questioni poste in essere.

Tuona il segretario Regionale CONFAIL Sanita Amici Vinicio

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