Rosa Venerini era nata a Viterbo, il 9 febbraio 1656 ed è stata la fondatrice della congregazione delle Maestre pie Venerini; fu beatificata nel 1952 e proclamata santa da papa Benedetto XVI il 15 ottobre 2006.

Per ricordare questa donna straordinaria, bisogna calarsi nella realtà dell’epoca in cui visse, in cui l’istruzione era riservata ai più ricchi e, in genere, di sesso maschile. Ella concepì e realizzò per prima il progetto di aprire scuole pubbliche per ragazze del popolo in Italia; si impegnò con coraggio «a favore dell’elevazione spirituale e dell’emancipazione delle giovani donne del suo tempo» (Benedetto XVI).

Il padre era medico, la mamma era di famiglia benestante. Con il consiglio del direttore spirituale, e con due concittadine, aprì nel 1685 a Viterbo una scuola pubblica per istruire le giovani e per trasmettere loro i valori più alti della fede. Ben presto le scuole divennero una decina.

Rosa, che era attratta dalla spiritualità dell’ordine gesuita, proseguiva con tenacia i suoi obiettivi e sopportò anche la separazione da santa Lucia Filippini che, dapprima sua compagna, sembrò poi mettersi in concorrenza con lei.

Dopo aver operato nel Nord del Lazio, la Venerini riuscì a impiantare il suo istituto anche a Roma e dintorni allargando la rete delle fondazioni a tutta la regione laziale.

Morì a Roma nel 1728 e venne sepolta nella Chiesa del Gesù

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