Il 37enne lucano lavorava come operaio in un mangimificio a Chiozzola, nel comune parmense di Sorbolo-Mezzani. Il ricordo del paese e l’allarme dei sindacati

A pochi giorni di distanza dalla festa dei lavoratori, si aggiunge una terza vita spezzata al già tragico bollettino di morti sul lavoro nel mese di maggio. Un incidente in una fabbrica di mangimi di Sorbolo, nel parmense, ha causato la morte di un operaio di 37 anni, Andrea Recchia. L’ennesimo dramma su cui ora si sta indagando per ricostruire quanto accaduto.

La vittima

Recchia era originario di Montalbano Jonico, in provincia di Matera, ma si era da poco trasferito a Parma. Da alcuni mesi l’uomo lucano lavorava come operaio in un mangimificio a Chiozzola, nel comune parmense di Sorbolo-Mezzani. Secondo le prime ricostruzioni, stava spostando alcuni sacchi di mangime con il suo muletto, quando ne avrebbe inavvertitamente rotto uno. Un movimento minimo, risultato fatale: in pochi secondi, l’uomo sarebbe stato sommerso da 14 quintali di mangime, che ne hanno provocato la morte.

Dinamiche da chiarire

I soccorsi dei colleghi e i tentativi dei sanitari, arrivati sul posto con ambulanza e automatica, non hanno potuto nulla di fronte ai traumi da schiacciamento riportati dall’operaio, deceduto sul posto. Sulla ricostruzione dell’incidente indagano ora i Carabinieri di Parma, che hanno raccolto le testimonianze dei colleghi dell’uomo, presenti al momento dell’accaduto. Sul posto sono al lavoro anche i tecnici della Medicina del Lavoro dell’Ausl di Parma. Il corpo di Recchia sarà sottoposto nei prossimi giorni ad autopsia. Nel frattempo, la Procura ha avviato le indagini e l’area dell’incidente nella ditta di Chiozzola è stata posta sotto sequestro.

La terza vittima

L’incidente mortale nella fabbrica di mangimi di Sorbolo tiene alta l’attenzione sul tema della sicurezza sul luogo di lavoro. A meno di una settimana dalla festa dei lavoratori, si parla già di maggio nero. Andrea Recchia, 37 anni, morto schiacciato da una montagna di mangime è la terza vittima di questa settimana. Il drammatico epilogo si aggiunge a quello di Luana D’Orazio, l’operaia tessile di 22 anni che ha perso la vita in fabbrica, in provincia di Prato e all’incidente mortale in cui è stato coinvolto Cristian Martinelli, operaio di 49 anni schiacciato da un tornio a Busto Arsizio (Varese).

Il ricordo

La comunità lucana in cui era cresciuto Andrea Recchia reagisce con incredulità di fronte alla morte di un giovane da molti apprezzato. I compaesani lo ricordano come «un ragazzo rispettoso ed educato, che lascia un grande vuoto nella a Montalbano Jonico». Un giovane con la passione per le moto, i viaggi, spesso fatti in compagnia della fidanzata Lucia. Anche il sindaco del paese, Pietro Marrese, ha lasciato alcune parole di ricordo a un post su Facebook: «Esprimo la mia vicinanza e quella di tutta la comunità montalbanese alla famiglia Recchia per l’improvvisa quanto inaspettata perdita di Andrea a causa di un incidente sul luogo di lavoro. Un ragazzo simpatico e solare, così lo ricorderemo». Il sindaco di Sorbolo-Mezzani, Nicola Cesari, si è recato subito sul luogo della tragedia. «Sono notizie che lasciano sgomento. È l’ennesima tragedia sul lavoro. Una giovane vita spezzata, in una attività alle porte del paese. Siamo vicini ai familiari in questa terribile vicenda», le parole del primo cittadino del comune parmense

I sindacati: «La sicurezza è ancora vista come un costo»

I sindacati di Parma e provincia dicono basta di fronte alla sequenza di morti bianche riportate negli ultimi giorni. «Vite sottratte ai propri affetti e ai propri cari perché la sicurezza negli ambienti di lavoro ancora oggi viene vista come un costo e non come valore nel rispetto della salute e sicurezza dei dipendenti. Diventa sempre più imperativo un cambio di passo», ha scritto in un comunicato fiume la Flai Cgil, stringendosi al dolore della famiglia del lavoratore lucano e dei suoi colleghi. Parole a cui si sono accompagnate le riflessioni del segretario generale di Fai Cisl, Onofrio Rota. «In attesa di conoscere la dinamica dell’incidente – ha scritto – rimangono il profondo cordoglio e la rabbia per un bollettino di guerra inaccettabile. Ci stringiamo attorno ai famigliari e ai colleghi di Andrea. Ribadiamo che vanno applicate tutte le norme di sicurezza e garantite prevenzione e formazione per tutti i lavoratori». Così anche l’Unione Generale del Lavoro di Parma, in un comunicato firmato dal segretario generale Paolo Capone: «Non avremo pace fino a quando la sicurezza sul lavoro non sarà prioritaria in ogni azienda». Ma per arrivare a garantire questi standard, «serve intervenire con maggiori risorse, controlli e formazione sulla sicurezza per fermare questa strage inaccettabile», ha aggiunto Giorgia Costantino, alla guida di Ugl-Utl Parma.

Fonte: corrieredibologna

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