L’uomo era infastidito dalla pietra che si trovava sul percorso del suo trattore. Adesso il ministero degli Esteri di Bruxelles potrebbe dover convocare, 90 anni dopo, la commissione di frontiera.

Nell’Europa senza frontiere, un contadino ha ingrandito il Belgio. È successo a Erquelinnes, un villaggio al confine con la Francia, e ad accorgersene è stato un appassionato di storia che, inoltratosi nella foresta, ha notato come la pietra che segna il limite tra i due Paesi fosse stato spostato. Di 2,29 metri.

Nessuno sgarbo, però. Nessuna mania di grandeur ha ispirato il gesto. A muovere la lastra era stato infatti un contadino, che se l’era trovata lungo il percorso con il suo trattore.

“Sono stato contento, ha reso più grande la mia Erquelinnes” ha riso il sindaco David Lavaux alla tv TF1. “Dobbiamo cercare di evitare una nuova guerra di confine” ha replicato divertita, su La Voix du Nord, Aurélie Welonek, la sua omologa di Bousignies-sur-Roc, il Comune francese dirimpettaio ritrovatosi invece improvvisamente rimpicciolito.

La pietra era lì, ai piedi di un albero, dal lontano 1819, a segnare il confine che l’anno dopo era stato ufficialmente stabilito tra Francia e Belgio dal Trattato di Kortrijk (o Courtrai), successivo alla sconfitta di Napoleone a Waterloo.

Il sindaco di Erquelinnes ha chiesto al contadino di rimettere a posto la pietra. Qualora non collaborasse, rischia un’incriminazione. Ma il dossier potrebbe poi investire addirittura il Ministero degli Affari esteri: trattato alla mano, dovrebbe essere convocata una commissione franco-belga per determinare il punto esatto della frontiera. L’ultima volta che si arrivò a tanto era il 1930. A quell’epoca per i confini si moriva. Oggi per fortuna ci si ride su.

Fonte: La Repubblica.it

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