Il gioco, per la sua stessa essenza, è tendenzialmente sempre accompagnato da un altro concetto: quello di competizione.

Difficile dire se un gioco per essere significativo necessiti di competizione, se la competizione trovi un ottimo campo di confronto in un gioco oppure se si tratti di una posizione mediana tra le due: ciò che rimane è che un gioco tende a mettere in competizione i giocatori, gratificando il migliore fra di essi con un premio. E proprio in riferimento a questi, in numerose circostanze si è assistito alla vincita di premi che, per le loro caratteristiche, hanno fatto notizia anche fuori dalla cerchia degli appassionati. Se la passione per il gioco in questione, infatti, prescinde da qualsiasi tipo di premio, spesso questo è in grado di attirare l’attenzione di chi, dall’esterno, si trova stupito constatando ciò che un semplice gioco è in grado di smuovere.

Pensando a tempi recenti, ha fatto scalpore anche al di fuori della già vasta comunità di appassionati la notizia di una competizione mondiale di Fortnite. Il gioco, come noto, è uno dei fenomeni degli ultimi anni del videogioco: un battle royale free to play che, grazie allo stile originale e alle collaborazioni con vari brand, è stato in grado di imporsi sui suoi pur innumerevoli competitors. Il successo del titolo è stato tale che, oltre a vari tornei amatoriali e non, è stato il protagonista di un campionato mondiale. Il torneo, che si è tenuto a New York dal 26 al 28 luglio del 2019, ha messo in palio un montepremi totale di 30 milioni di dollari, con il primo classificato che è rimasto un volto di spicco del brand. È invece degli scorsi mesi la notizia che, in occasione dell’edizione del prossimo agosto di The International, il montepremi totale ammonterà a oltre 40 milioni di dollari. Anche in questo caso, la cosa sorprendente è che si tratta di una competizione videoludica: The International è infatti il torneo mondiale con cadenza annuale di DotA 2, esponente di punta fra gli action RTS, e il montepremi è finanziato attraverso le microtransazioni che i giocatori effettuano nello store del gioco.

Pensando a montepremi, tuttavia, è inevitabile pensare al più classico dei giochi: la slot machine. Ormai entrata nel bagaglio della cultura popolare, la slot machine è fin dalla sua nascita legata al concetto di premio. Dall’introduzione delle slot machine progressive, nelle quali parte della vincita deriva dalle giocate dei giocatori, più volte si sono stabiliti e superati record del montepremi raggiunto, sia da macchine tradizionali sia dalla loro versione online. Per quanto riguarda quelle tradizionali, fra le slot machine progressive il jackpot più importante risale al 2003, quando a Las Vegas venne consegnata una vincita di oltre 38 milioni di dollari. Più recente, invece, la vincita attualmente più alta per una slot online: è del 2018, quando sono stati vinti poco meno di 19 milioni di euro.

 

Fra altri giochi particolari, merita una menzione un gioco di carte del tutto peculiare: il gioco di carte collezionabili Pokémon. Quando il marchio esplose, a cavallo fra gli anni ’90 e il 2000, fu trascinato principalmente da anime, videogiochi per GameBoy e gioco di carte. È stato proprio quest’ultimo, meno soggetto al progredire della tecnologia, a rimanere più a lungo invariato, appassionando un numero sempre crescente di giocatori: inevitabile quindi che determinasse l’organizzazione di un torneo mondiale il quale, per la sua edizione del prossimo maggio, mette in palio un montepremi di circa 38.000 euro. Anche di Tetris, intramontabile classico russo del videogioco, esiste il titolo di campione del mondo: nel 2018 si è tenuto il confronto tra il sette volte campione e un giovane americano, con quest’ultimo che ha ottenuto il titolo e il premio di 1000 dollari. Sono cifre molto inferiori a quelle dei più popolari titoli, certo, ma pur sempre significative di quanto siano sentite questo genere di competizioni.

Infine, persino un gioco in apparenza di nicchia come gli scacchi è in grado di far accendere su di sé i riflettori non solo grazie a eventi episodici, come la recente serie tv su Netflix, ma soprattutto per competizioni di spicco come il relativo campionato del mondo. Il montepremi più alto, tuttavia, è esterno alla competizione e risale al 1992, quando si scontrarono due dei nomi nobili della storia scacchistica: l’americano Bobby Fischer e il russo Boris Spasskij. Il match, enormemente pubblicizzato come una rivincita del campionato del mondo del 1972 vinto da Fischer, mise il palio la cifra di 5 milioni di dollari. A uscire vincitore fu nuovamente l’americano, aggiudicandosi quindi la maggior parte del premio, ma soprattutto catalizzando nuovamente l’attenzione su uno sport che, come altri, vive soprattutto dell’affetto degli appassionati.

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