Ti vedo e ti rivedo, Grillo. E mi fai pena, certamente, come padre: e ti capisco. E credo che mai tu abbia fatto un errore più grave, in nome del padre che sei, rispetto al politico che non sei mai stato.

Perché le conseguenze, oggi, sono veramente gravi: per tuo figlio, e per te. Per l’eccesso d’amore e per quello che tu hai creato, anche se da molto tempo ne eri disamorato.

Per l’intero anno in cui io ho combattuto per dire le cose che forse tu condividevi, rispetto al coronavirus, non hai dato nessuna indicazione agli uomini del tuo partito. Sei invece arrivato, di volta in volta, per propiziare la nascita del governo Conte-2 e poi il governo Draghi, dicendo che Draghi “è un grillino”.

Tutte cose di grandissima confusione mentale, ma ancora dentro una logica che è quella di chi deve trattare, prendendo la guida del movimento che lui ha inventato. Oggi – paradosso dei paradossi – i tuoi ti cacciano.

Conte, che è la persona più lontana da te (quella che tu hai comunque legittimato, in riunioni tardo-politiche, post-politiche), oggi dice: capisco il padre, ma non possiamo non stare dalla parte della ragazza – quella ragazza che, tu dici, ha giocato con tuo figlio, insieme a “quei coglioni che sono stati, ma senza violenza” – e, politicamente, rinnegarti.

Tu sei cacciato, dal tuo movimento: che non si rispecchia in te, respinge quello che tu hai detto. E’ una cosa che non avevi calcolato. Ma non ti hanno seguito. Anzi, sotto la guida di Conte hanno ricomposto quello che resta, del gruppo di quanti ti avevano seguito: e ti hanno rinnegato.

Oggi i 5 Stelle sono finiti, e ciò che ne resta non può essere più detto “grillino”, non è più tuo. Tu sei stato cacciato di casa: non so se te ne sei reso conto. La cosa a me non può che fare piacere. Né posso pensare a cose che potevo dirti per aiutarti a salvare cose che nemmeno volevi più salvare.

In te, il padre è più forte del politico: e lo ha totalmente annichilito. Il politico non c’è più, non c’è più il partito. E quello che resta è contro di te. Sei riuscito a mettere i “grillini” contro Grillo: non era mai capitato che potessero essere contro di te, neanche nei momenti più difficili. Né mai capita che i seguaci siano contro il loro fondatore.

Tu sei riuscito in questo. Sei riuscito a fondare, a confondere, a spezzare, a distruggere, e a cancellare quello che avevi fatto: complimenti. Il padre giganteggia, e dice cose giuste e condivisibili; il leader di partito è finito, scomparso, cancellato. Questo che è avvenuto, ovviamente, non poteva essere previsto, da te. Ma siccome l’unica verità che tu hai espresso – in questo video inverosimile – è quella del padre che s’incazza con i giudici, è chiaro che in quel momento il politico era totalmente sparito. E tu oggi non sei più il capo dei 5 Stelle. Non sei più nessuno: sei solo un padre disperato.

(Vittorio Sgarbi, “Grillo, leader politico finito e padre disperato“, dal canale YouTube di Sgarbi, 21 aprile 2021, all’indomani dell’incredibile video di Beppe Grillo nel quale il fondatore dei 5 Stelle accusa i magistrati e difende il figlio Ciro dall’accusa di stupro. L’indagine è stata chiusa solo adesso, anche se i fatti contestati, in Sardegna, risalgono al luglio 2019).

Fonte: Libre Idee.org

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