Indagate 16 persone per le gravi condizioni d’inquinamento attestate dai dati di Legambiente sullo stato di salute dell’acqua del lago di Bolsena. Le accuse vanno dai versamenti di materiale altamente inquinante non autorizzati, ai danni provocati dal malfunzionamento del sistema fognario.

Il disastro ambientale su uno dei laghi più importanti d’Europa sarebbe stato compiuto per negligenze. L’inchiesta della Procura di Viterbo, coordinata dal procuratore capo Paolo Auriemma e dai sostituti Eliana Dolce e Stefano D’Arma, è corposa e analizza nel dettaglio ogni singola posizione dei 16 indagati.

Tra questi sedici indagati 8 sono sindaci o ex sindaci dei comuni che si affacciano sul lago: i comuni interessati e coinvolti sono Capodimonte, Marta, San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro e Valentano.

Tra i nomi degli indagati compaiono anche due dirigenti che all’epoca dei fatti lavoravano per la provincia di Viterbo. Coinvolti nell’inchiesta anche i massimi vertici della società Cobalb. La società Cobalb è l’ente che per anni ha gestito e curato gli impianti di depurazione inerenti il lago di Bolsena fino a quando non ha portato i libri contabili in tribunale, mossa propedeutica al fallimento della società. Ovviamente che le cose non quadrassero era chiaro da tempo, da prima che l’ente deputato alla depurazione fallisse. L’ultimo dato sul livello di inquinamento del bacino del lago di Bolsena è quello di Legambiente, che la scorsa estate ha analizzato le acque di questo lago e di tutti gli altri laghi del Bel Paese.

Il giudizio “altamente inquinato” è stato assegnato alla zona del lago di Bolsena adiacente Montefiascone, giudizio confermato dalle analisi dell’acqua effettuate negli ultimi cinque anni. Situazione al limite da un punto di vista ambientale anche alla foce del fosso Cannello, in località La grata a Gradoli, con dati che testimoniano un alto tasso di inquinamento sin dalle analisi risalenti al lontano 2014 e confermato negli anni a seguire. Ancora più drammatici i dati che interessano la porzione di lago presso la località Prati Renari, nel comune di San Lorenzo Nuovo, porzione di lago giudicato “fortemente inquinato” e che presenta caratteristiche pericolose per la salute delle persone.

Alcuni degli indagati raggiunti dall’avviso di conclusione delle indagini sarebbero già pronti per l’interrogatorio. I vertici dell’ex Cobalb avrebbero già manifestato la loro intenzione di parlare per chiarire la loro posizione.

Ovviamente tutti gli indagati si dichiarano non colpevoli dei reati loro ascritti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *