Il comunicato di Palazzo Chigi sembra contenere una contraddizione al suo interno, ma in realtà è previsto un check intermedio a metà maggio.

Cosa sappiamo sul coprifuoco fino al 15 giugno e le eventuali proroghe successive alle ore 22? In realtà, l’aspetto ha generato un po’ di confusione nelle scorse ore, soprattutto per quanto riguarda alcuni eventi specifici e alcune attività che sembrano essere in contrasto all’interno dello stesso comunicato stampa di Palazzo Chigi. La vicenda, dal punto di vista politico, ha tenuto banco per tutta la giornata di ieri e ha portato il leader della Lega Matteo Salvini ad astenersi sul decreto riaperture che è stato votato in consiglio dei ministri. Proprio il documento del consiglio dei ministri, al momento, resta l’unico ufficiale a cui far fede per chiarire l’aspetto controverso.

Coprifuoco fino al 15 giugno, cosa sappiamo

Innanzitutto, dobbiamo sgombrare il campo da un grande equivoco che si è venuto a creare nelle scorse ore. Il coprifuoco, così com’è impostato il decreto riaperture, non è previsto fino al 31 luglio. Fino a quella data, al momento, è prorogato lo stato d’emergenza (ricordiamo che la prima dichiarazione dello stato d’emergenza risale al 31 gennaio 2020 e, per oltre un mese, non c’è stato coprifuoco, così come – nonostante lo stato d’emergenza – non c’è stato coprifuoco nei mesi estivi). La proroga dello stato d’emergenza e la misura contenitiva del coprifuoco non sono collegate.

Se si vuole ricercare una data di scadenza (provvisoria) della misura del coprifuoco bisogna far fede a questo passaggio, contenuto nel comunicato stampa del consiglio dei ministri che si è svolto il 21 aprile:

«Dal 26 aprile al 15 giugno 2021, nella zona gialla, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Le persone che si spostano potranno portare con sé i minorenni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi».

L’accenno al coprifuoco alle 22 è relativo agli spostamenti tra abitazioni private. Tuttavia, occorre registrare alcune misure apparentemente in contraddizione con questa indicazione: fermo restando la riapertura di spettacoli in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto dal 26 aprile (e considerato che questi possono essere pianificati anche in ore diverse da quelle interessate dal coprifuoco), la vera perplessità si ha sulla misura che prevede il via libera alle manifestazioni sportive aperte al pubblico (ad esempio negli stadi) dal 1° giugno.

Coprifuoco e partita degli europei di calcio a Roma

La lente d’ingrandimento va subito sulla partita inaugurale degli Europei di calcio dell’11 giugno, che si svolgerà allo stadio Olimpico di Roma. Al momento, il match tra Turchia e Italia è pianificato alle 21, come da calendario varato dall’UEFA. Il fatto di garantire un accesso contingentato allo stadio alle 21 – insieme al fatto che la partita ha la durata di 90 minuti, a cui vanno aggiunti i tempi di deflusso dall’impianto sportivo – sembra stridere con la misura del coprifuoco fino alle 22 del 15 giugno 2021.

Possibile, tuttavia, che si trovi un compromesso: non è escluso che – in situazioni d’emergenza – ci possa essere una revisione dell’orario della partita, così come non è da escludere una valutazione intermedia sulle misure di contingentamento della pandemia intorno alla metà del mese di maggio. A quell’altezza – soprattutto perché il coprifuoco è diventato un tema politico importante, con contrasti feroci all’interno della stessa maggioranza – si potrebbe riconsiderare l’estensione stessa del coprifuoco, anche oltre le 22.

La confusione creata dalla stampa

A contribuire allo stato di confusione generale che regna sul coprifuoco e sulle nuove misure in vigore dal 26 aprile, ancora una volta, contribuisce anche la stampa. Emblematico il caso del Corriere della Sera, che nel pomeriggio di ieri non ha esitato a uscire su Instagram con questa fotografia e il relativo copy. Come abbiamo già specificato, ciò che è prorogato fino al 31 luglio è lo stato di emergenza.

In questo momento il ruolo del giornalismo italiano è fondamentale e non dovrebbe vincere chi dà la notizia per primo (soprattutto quando parziale, incompleta) ma chi la annuncia nella totale certezza di quello che sta affermando. Le decine (se non centinaia) di migliaia di persone che hanno visualizzato questo post andranno in giro dicendo che il coprifuoco rimane alle 22 fino al 31 luglio affermando una notizia sbagliata che è stata diffusa da una delle più prestigiose testate italiane. La dimostrazione che il giornalismo italiano deve riacchiapparsi.

Fonte: Giornalettismo.com

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