Oggi è prevista la cabina di regia per le riaperture di palestre e piscine. Resta il problema palazzetti, ossia degli impianti al chiuso

Non solo pallone. Valentina Vezzali può dirlo ad alta voce. La sottosegretaria fiorettista ha subito colto i primi mugugni del mondo sportivo stoppando ogni possibile polemica. “Lo sport italiano non è fatto solo di calcio. La riapertura dell’Olimpico di Roma è un segnale anche verso il mondo dello sport e gli altri mondi – ha detto la sottosegretaria alla conferenza di presentazione della Cev Champions League Super Final 2021 di volley che si terrà a Verona-. Vogliamo rialzarci e tornare in campo per vincere insieme”.

PRIMA PIETRA

Quindi, si va per step. Oggi è prevista la cabina di regia per le riaperture. L’idea è di un via libera a palestre e piscine per inizio maggio: significa il 3 nelle previsioni più ottimistiche, il 10 in quelle più realistiche. Per le regioni, seguendo le linee guida, queste strutture possono insomma aprire anche nelle zone rosse. L’importante è rispettare scrupolosamente i protocolli. Gli ingressi e le attività devono essere pianificati e regolamentati per evitare assembramenti. Può essere rilevata la temperatura corporea e impedito l’accesso oltre i 37,5 gradi. Spazi, spogliatoi e docce vanno organizzati in modo da garantire la distanza di 2 metri, che può diventare 1 quando non si svolge attività fisica. Gli attrezzi delle palestre devono essere disinfettati dopo ogni uso, così come gli spogliatoi. Nelle piscine, invece, la densità di affollamento nelle vasche viene calcolata con un indice di 7mq di superficie di acqua a persona. I metri erano 7, ora aumentati a 10. E col pubblico presente agli eventi come la mettiamo? Anche qui si lavora a tappeto. Il primo test di un certo peso sarà rappresentato dagli Internazionali di tennis al Foro Italico, col 9 maggio che è la data di inizio degli incontri del tabellone principale. Lo scorso anno in occasione di semifinali e finale dello storico torneo Atp italiano fu garantito l’ingresso a mille spettatori. Stavolta, il protocollo presentato dalla Fit punta a un sì per 4.000 persone a giornata, ma è molto difficile che si arrivi a tanto. Più probabile una conferma dei 1.000 dello scorso settembre. “Siamo disposti a qualsiasi cosa per far tornare il pubblico agli Internazionali – spiega il presidente della Federtennis Angelo Binaghi -. Vogliamo che tutto venga fatto senza la superficialità dello scorso anno che costrinse l’ex ministro Spadafora a una decisione in corsa che permise i mille spettatori per semifinali e finali”. Vedremo, comunque la presenza del pubblico sin dal primo giorno sembra, almeno in piccola percentuale, certa.

BASKET E ATLETICA

Resta il problema palazzetti. Ossia, degli impianti al chiuso. La Lega Basket è in pressing da mesi (“noi siamo pronti subito”, dice il presidente Umberto Gandini), i playoff del campionato di A cominciano l’8 maggio, per la fase più bella del campionato sarebbe un bel segnale cominciare a far entrare una percentuale seppur piccola di tifosi a partire dai quarti di finale. Il pubblico potrebbe esserci anche al Golden Gala di atletica quest’anno dirottato allo stadio Ridolfi di Firenze il 4 giugno: la capienza dell’impianto è di 8000 spettatori, in attesa di conoscere la percentuale di riempimento possibile nasce anche un’idea, se n’è parlato ieri anche con il presidente della Fidal Stefano Mei: consentire l’ingresso a medici, infermieri e operatori socio-sanitari, già vaccinati. Un riconoscimento alla prima linea della guerra al Covid.

Fonte: gazzetta

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