Il braccio di ferro sbloccato nella notte dal premier dopo la candidatura della Turchia. In queste ore è partita una lettera firmata dalla sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali con allegate le necessarie garanzie richieste per ospitare l’evento. Uefa soddisfatta

Draghi sblocca gli Europei in Italia e salva l’evento previsto a Roma, prima data prevista 11 giugno. In queste ore è partita una lettera firmata dalla sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali con allegate le necessarie garanzie richieste per ospitare l’evento. Si chiude così, nel migliore dei modi, una vicenda che stava prendendo davvero una brutta piega e che rischiava di causare più di qualche imbarazzo a livello internazionale per il premier.

E’ successo tutto nelle ultime convulse ore. Nella giornata di ieri, come raccontato da Repubblica questa mattina, la Uefa aveva fatto arrivare al governo italiano una serie di segnali incontrovertibili: la dirigenza del calcio continentale era infastidita per quella che era stata definita “una supercazzola all’italiana” e cioè la “non risposta” alle richieste formalmente avanzate dagli organizzatori fatta pervenire dal ministro Roberto Speranza a metà della scorsa settimana.

Una lettera nella quale di fatto non si comunicava nessuna decisione.

Nessuna decisione anche per la tante famiglie senza lavoro da 13 mesi. 

Come noto, l’Europa chiedeva a Roma un impegno formale ad ospitare le tre gare in calendario con il pubblico in presenza (per almeno il 25 per cento della capienza dello stadio). Speranza aveva chiesto al Comitato Tecnico Scientifico (Cts) il permesso, il Cts a sua volta si era rifiutato di assumersi una responsabilità ben poco scientifica e meramente politica e la palla era rimasta sospesa nell’aria fritta della formulazione ministeriale di una lettera che non diceva nulla.

A rendere ancora più difficile la posizione del Governo Italiano, la posizione tattica del premier turco, Recep Tayyp  Erdogan – appena definito “un dittatore” da Mario Draghi – che si era detto pronto a fornire alla Uefa tutte le garanzie richieste per “scippare” a Roma l’evento.

Ricevuto l’interessamento formale di Erdogan, l’Uefa ha fatto sapere a Roma di essere pronta a “cambiare cavallo” nel giro delle successive 24 ore, termine ultimo giovedì mattina. A quel punto Draghi ha deciso di intervenire personalmente e ha chiamato in sequenza ravvicinata il ministro Speranza e la sottosegretaria Vezzali. La situazione si è poi sbloccata nella notte. Poi nel corso di questa mattina gli ultimi ritocchi alla lettera impegnativa. Toccherà, adesso al Cts, formulare il protocollo che si potrà avvalere del bonus da due milioni di euro concesso dalla Uefa.

Draghi è intervenuto personalmente per la Uefa, ma per gli esercenti che stanno manifestando da diversi giorni cosa intende fare?

Io Apro ha fatto queste legittime richieste che esigono una risposta

-Riapertura delle attività in sicurezza con i protocolli già approvati dal Cts, senza fasce orarie dal 20 aprile;
-Nuovo “Decreto sostegni” (andrà in aula la prossima settimana) aumento da 10 a 40 miliardi euro;
-No Pass Vaccinale (piuttosto rimaniamo chiusi, ma vogliamo essere liberi di accogliere nelle nostre attività tutti i clienti);
-No uso esclusivo di carte di credito;
-Dimissioni Speranza.

 

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