La commissione contenziosa del Senato, presieduta da Caliendo (Fi), ha deciso di ripristinare la pensione per l’ex presidente condannato in via definitiva per corruzione e ora ai domiciliari

Il condannato in via definitiva per corruzione Roberto Formigoni tornerà a ricevere il vitalizio. La commissione contenziosa del Senato, presieduta da Giacomo Caliendo (Forza Italia) ha infatti annullato la delibera Grasso che prevede la sospensione della pensione per i parlamentari in seguito alle condanne. Secondo l’Adnkronos, la decisione non riguarda solo Formigoni, ma ha valenza erga omnes, comprendendo anche il caso di Ottaviano Del Turco, l’ex governatore condannato per le mazzette nel caso della sanitopoli abruzzese, che così potrebbe “recuperare” il vitalizio sospeso. Le motivazioni della decisioni saranno depositate stasera. Come anticipato da Ilaria Proietti su il Fatto quotidiano nei giorni scorsi, proprio la decisione su Formigoni era strettamente legata a quella di Del Turco: il primo protesta dal 2019 adducendo come motivazione “l’indigenza”, il secondo è invece gravemente ammalato. La delibera Grasso-Boldrini però, approvata nel 2015 nei due rami del Parlamento, non prevede alcuna deroga per malattia o difficoltà economiche: i vitalizi, recita, vanno sospesi agli ex parlamentari condannati in via definitiva per “reati di particolare gravità“. Da oggi non basta più

Neanche il tempo di comunicare la sentenza della commissione e già l’ex presidente della Lombardia, interpellato dall’agenzia Adnkronos, commentava: “Una decisione giusta, che pone rimedio ad un errore clamoroso“, ha detto. “Ero convinto del mio diritto, per cui ringrazio che si sia posto rimedio“. Formigoni è ai domiciliari dal 22 luglio 2019: è uscito dopo 5 mesi di carcere e in totale deve scontare 5 anni e 10 mesi. A febbraio 2019 infatti la Cassazione ha sancito in via definitiva la sua condanna per corruzione con i soldi fuoriusciti dalla casse dell’istituto Maugeri di Pavia e dell’ospedale San Raffaele di Milano. Ma non solo, il 17 settembre scorso la Corte dei Conti lombarda ha condannato in solido l’ex presidente della Regione, gli ex vertici della Fondazione Maugeri, la Fondazione stessa, il presunto faccendiere Pierangelo Daccò e l’ex assessore Antonio Simone, al risarcimento di un danno erariale di quasi 47,5 milioni per il caso Maugeri a favore della Regione Lombardia. Formigoni, nonostante le condanne, protesta da più di due anni perché chiede a Palazzo Madama l’erogazione del vitalizio per il suo sostentamento: a dire il vero ha già ottenuto un “vitalizio di cittadinanza” di 700 euro al mese, ma non si è fermato finché non è riuscito a riavere il privilegio interno di 7mila euro al mese.

Formigoni, che si dice praticamente “indigente”, a maggio scorso (in piena emergenza Covid) scriveva editoriali su Libero per difendere la sanità lombarda: ovvero il Celeste, condannato per tangenti alla sanità regionale, difendeva Fontana e Gallera sul quotidiano della famiglia Angelucci (il re delle cliniche private). Del resto il profilo del politico è ormai chiaro. Solo nel 2019, i giudici di Cassazione avevano motivato la pena nei suoi confronti parlando di “mercimonio della propria funzione“. Oggi il Senato lo ha ritenuto meritevole di tornare a ricevere il vitalizio destinato ai parlamentari in pensione.

Ma non c’è solo Formigoni che presto potrà tornare a godere del privilegio pieno. Stando alle indiscrezioni, la decisione dovrebbe riguardare anche l’ex socialista e sindacalista Del Turco. A confermarlo è stato l’avvocato Maurizio Paniz: “Ora l’Ufficio di presidenza del Senato dovrebbe prendere atto della decisione della Commissione Contenziosa e disporre la prosecuzione del pagamento del vitalizio all’ex senatore”. Del Turco, come rivelato dal Fatto quotidiano a fine febbraio, è malato, ma non indigente come voleva sostenere la sua difesa: il suo Isee ammonta a oltre 137mila euro e oltre alla pensione da ex senatore riceve anche quella da sindacalista. La documentazione è stata presentata alla commissione nelle scorse settimane e dimostra come Del Turco abbia un reddito di 92mila euro, circa 65mila euro nel conto in banca e un patrimonio immobiliare da oltre 254mila euro. Il Senato solo a dicembre scorso aveva deciso di sospendere il vitalizio all’ex presidente dell’Abruzzo, proprio grazie alla delibera Grasso: una decisione attesa dal 2018, anno della condanna definitiva per Del Turco, ma mai arrivata. Le proteste di ex colleghi e familiari hanno però bloccato tutto con la presidente Elisabetta Alberti Casellati intervenuta in extremis per fare in modo che l’ex senatore continuasse a ricevere il privilegio di 5mila e 500 euro al mese. Intanto Del Turco ha ancora un debito in sospeso: deve pagare 700mila euro di danno d’immagine per lo scandalo sanitopoli in Abruzzo.

 

Fonte: ilfattoquotidiano

 

 

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