Gli esperti del CTS e del governo sono al lavoro sul protocollo Unico per la gestione dei casi di contagio nelle scuole: una serie di regole omogenee da applicare su tutto il territorio nazionale per provare a contenere e arginare i casi di contagio in costante aumento tra studenti e personale scolastico.

L’obiettivo è eliminare le difformità e le incertezze legate a regole diverse. Il provvedimento è in via di definizione ed è atteso il suo arrivo nelle prossime 48 ore. La direttiva, appena pronta, sarà comunicata prima agli USR e poi alle scuole.

Secondo le prime informazioni che stanno circolando negli ambienti governativi, questo aggiornato protocollo, resosi assolutamente necessario per la pericolosità del contagio delle varianti covid nella fascia di età che va dai 5 ai 19 anni, prevede delle regole che dovranno essere attuate in maniera rigida e stringente dagli istituti e dai Dirigenti scolastici.

Le regole principali saranno:

Assoluto rispetto dei 2 metri di distanza tra alunni in entrata e uscita dalle aule, in palestra, durante la ricreazione e durante lo svolgimento dell’attività motoria;

Uso obbligatorio della visiera, oltre all’uso della mascherina, per i docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria in ogni occasione di contatto ravvicinato con gli alunni.

Visiera obbligatoria anche per tutti i docenti di sostegno.

Per quanto riguarda le medie la scuola dovrà fornirla solo ai docenti che ne faranno espressa richiesta;

Divieto per i ragazzi e il personale della scuola di stare insieme davanti alle macchinette di distribuzione di merendine e bevande, che potrebbero anche essere disattivate;

Viene rimarcato il divieto assoluto di ogni tipo di riunione o incontro in presenza tra il personale della scuola che possa generare pericolosi assembramenti;

L’unico momento di aggregazione tra gli studenti sarà in classe, ma a debita distanza e con tutti gli accorgimenti del caso.

Viene ribadito dal CTS come non sia per nulla rassicurante e sicura la distanza di un metro tra gli alunni anche durante le lezioni, sempre alla luce della inarrestabile capacità di contagio delle nuove varianti del covid.

Nel nuovo protocollo unico vengono uniformate a livello nazionale anche le regole e le norme da adottare per la gestione di contagi e quarantene nelle scuole.

Finora c’è stata poca chiarezza su cosa succede in caso di contagio a scuola. Le regole sulla durata della quarantena del contagiato, quella della classe, i periodi necessari e sufficienti per fare il tampone, cosa fare se lo studente resta contagiato per più tempo, il conteggio e la giustificazione delle assenze, sono state diverse tra zona e zona. Addirittura tra scuola e scuola della stessa zona.

Il protocollo Unico porrà fine a queste difformità applicative, presenti da quando ha avuto inizio l’emergenza sanitaria.

Per quanto riguarda i dati relativi ai contagi di queste due ultime settimane relativamente alla regione Umbria, desta forte perplessità il fatto che, nonostante solo il 40% delle scuole siano state aperte in presenza, i casi di contagio siano comunque aumentati sia alla scuola dell’infanzia che alla scuola primaria.

I dati ufficiali rilasciati dalla Regione Umbria aggiornati al 7 aprile parlano chiaro e denotano come le scuole siano ancora più di prima una forte fonte di contagio e veicolo della diffusione del virus.

Sono stati 42 gli studenti positivi nelle scuole dell’Umbria negli ultimi 14 giorni, con un incremento rispetto all’ultimo aggiornamento del 26 marzo. Aumento anche per quel che concerne le classi in isolamento, passate da 19 a 31: in maggior misura sono coinvolte le strutture per l’infanzia (21), quindi la scuola primaria (9) e le superiori (1).

I cluster sono aumentati , passati dai 7 del 26 marzo ai 12 attuali, tutti suddivisi tra scuole per l’infanzia e primaria. I contatti stretti in isolamento passano da 268 a 489, mentre gli studenti ‘attenzionati’, cioè sottoposti a sorveglianza sanitaria e tampone antigenico senza quarantena, sono più che raddoppiati, da 198 a 423.

E il timore tra gli esperti è che da oggi in poi, con metà delle scuole del Bel Paese in presenza e le nuove varianti del virus fuori controllo, questi numeri possano subire in poco tempo crescite esponenziali con inevitabile chiusura in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado e ritorno alla DAD.

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