Il covid non da tregua. Anche oggi i dati del Lazio lasciano tutt’altro che tranquilli.

La terza ondata della pandemia è dietro l’angolo e la regione rischia di arrivarci del tutto impreparata, lo dichiara il Segretario Regionale CONFAIL Amici Vinicio.

Proprio oggi, infatti, scade il contratto, già prorogato molte volte e non più prorogabile, col consorzio Ati. Per coloro che fossero meno informati, Ati è un consorzio di aziende private che ‘aiuta’ Ares, l’azienda regionale responsabile del servizio di soccorso, il così detto 118, nel presidio del territorio regionale.

In soldoni, L’Ati andava a coprire circa 116/120 postazioni. Ora, senza un contratto, chi andrà a coprire questi posti?

Sappiamo bene che in caso di emergenza essere veloci nel soccorso può fare la differenza tra la vita e la morte di chi è in pericolo.

Chiediamo alla Dottoressa Corradi e all’Assessore D’Amato come intendono procedere?

E allora? Che fare?

L’Ares assegnerà in forma urgente, visto il servizio estremamente importante per tutelare la salute dei cittadini, oppure opterà per precettare i mezzi e tutto il personale che a operato in questo periodo di pandemia già addestrato?

Vediamo come unica soluzione per uscire da questo impasse, oggi visti gli ultimi eventi, il blocco del Concorso ed altro con molti ricorsi presentati; solo la precettazione di mezzi e personale facendo intervenire gli organi competenti, in caso di decisioni diverse vediamo solo un commissariamento dell’azienda Ares.

Con la protesta degli operatori del 118 avvenuta il 24 marzo sotto gli uffici del consiglio Regionale del Lazio, sono stati ricevuti per un confronto i 3 operatori sanitari (Amici, Millozza e Federici) che rappresentano i 1700 sanitari del 118 che operano sul territorio Latina, Rieti, Roma e Viterbo.

Dalle promesse emerse dai consiglieri regionali dopo la richiesta d’internalizzazione, come già in atto nella Regione Puglia, e una risposta tempestiva per il 31 marzo giorno di scadenza dell’appalto Ares118, non è stato ricevuto dai 3 rappresentanti ne una documentazione, ne una stabilità per il futuro d’internalizzazione.

L’unica cosa che si sa è che stiamo lavorando senza sapere come, quando e chi gestirà il servizio e cosa più importante senza la certezza di un posto stabile.

Rimangono per gli operatori sanitari del 118 solo dubbi e paure.

La speranza che in settimana avranno una risposta concreta e rassicurante dopo tutti questi anni.

Internalizzazione.

Confail Sanità Lazio

Amici Vinicio

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