I ristoratori continuano la loro protesta e alzano sempre più il tono della loro voce e delle loro azioni. Sono centinaia quelli che si sono ritrovati dietro lo striscione “Adesso basta” all’autogrill del Cantagallo, nel bolognese.

Ristoratori, fieristi, commercianti e ambulanti provenienti da tutta Italia e messi in ginocchio dalla pandemia e dall’incapacità del governo Conte prima, e di quello di Draghi adesso, si sono ritrovati lì e hanno minacciato di bloccare l’autostrada A1. Poi sono intervenute le forze dell’ordine e nel primo pomeriggio la minaccia di invasione della A1 si è trasformata in presidio statico. Chiedono sostegni veri e, se in sicurezza, il ritorno al lavoro.

“Vogliamo lavorare”, “l’elemosina non è la soluzione”, “la pazienza è finita”, recitano i loro cartelli. Come racconta il Corriere, “un paio di striscioni sono stati affissi sulle barriere dell’Autostrada, rivolti verso le auto in transito: recitano «Sos» e «Sostegni ridicoli». Si protesta anche per la disparità di trattamento: «Nell’Autogrill qui a fianco si può pranzare? Allora sono cugino di Benetton, fate aprire anche a me», urla uno tra i ristoratori più infervorati. A mezzogiorno gli ambulanti si sono organizzati per uscire con le auto in corteo «ma la polizia ha messo i blindati e non ci fa uscire» spiegano”.

Alle 12.20 un nuovo annuncio: “Blocchiamo l’autogrill”. E così i manifestanti hanno bloccato in entrata e uscita l’autogrill per un’ora, lasciando alle 13.25 uscire i camion fermati dalla protesta. “Alcuni autotrasportatori si erano “scaldati” per lo stop obbligato ma, dopo un confronto con chi protestava, si sono detti solidali («Vi capiamo») e sono ripartiti per le loro destinazioni”. Poi è seguito l’intervento del governatore Bonaccini: “Le regole andrebbero sempre rispettate certo c’è molta preoccupazione in alcune categorie, c’è disperazione. C’è bisogno di star vicini a quelle categorie, fino a che non si potrà riaprire. Si lavori però per far arrivare immediatamente i ristori”.

Poi i ristoratori raggiungono un accordo con la Polizia: “Prendiamo le auto e partiamo in corteo, procediamo a 50 chilometri su tre corsie, distanziati in direzione Sasso Marconi. Al secondo casello usciamo, c’è un grande parcheggio e ci ritroviamo lì per chiudere la manifestazione. Le forze dell’ordine ci hanno garantito che non ci saranno procedimenti verso di noi”. Piena solidarietà.

 

Fonte: Il Paragone

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