Da Genova all’isola mediterranea con Msc Grandiosa; da Milano o Verona a Fuerteventura con pacchetto voli Neos-hotel confezionato da operatori turistici leader. Porti e aeroporti potranno essere raggiunti anche partendo e/o attraversando aree soggette a restrizioni, basterà mostrare il biglietto o il voucher.

Tutto a regola di dpcm. Tra controsenso e voglia di ripartire, una doppia deroga “democratica” anche nei costi. E ancora prenotabile.

Una crociere di Pasqua nel 2021? Tremila italiani la potranno vivere nel Mediterraneo tra penisola, Sardegna e Malta. E due-trecento persone riusciranno a raggiungere in aereo le Canarie. Sempre per turismo. Sembra paradossale, ma tutto avverrà a norma di ultimo dpcm. Sorpresa ancor più grande, si potrà concretizzare indipendentemente dai colori delle città e delle regioni di appartenenza dei crocieristi. In altre parole, da qualunque città o regione sarà possibile valicare confini regionali (e comunali) per raggiungere i tre porti di partenza della crociera Msc (Genova, Civitavecchia e Napoli, mentre le mete prescelte per escursioni potrebbero essere Malta e Cagliari, con un punto interrrogativo sul capoluogo sardo, da quando la Saedegna ha perso lo status di regione bianca) e/o i due aeroporti (Milano e Verona) da dove prende il via il viaggio organizzato per Fuerteventura. Sia su mezzo privato, che su trasporto pubblico, basterà esibire i relativi tagliandi, il biglietto del viaggio in nave o del pacchetto per le Canarie, per essere considerati al pari di che adduce motivi di salute, lavoro o necessità. La crociera prenderà il mare martedì 29 dal capoluogo ligure per farvi ritorno il martedì dopo Pasqua; i voli per Fuerteventura (Neos la compagnia, Alpitour, Settemari e Veratour gli operatori), partono con frequenza settimanale da Malpensa il 27 marzo e da Villafranca il 3 aprile. In altre parole, nel cuore del weekend festivo saranno in viaggio una nave, “Grandiosa” che la domenica della Resurrezione dovrebbe portare i suoi turisti in giro per Malta, e due “gruppi” di passeggeri, da Milano e da Verona, nella seconda isola più grande dell’arcipelago atlantico appartenente alla Spagna.

Sorpresa, sconcerto. Un’anomalia che sa di assurdo. In tempi di perpetrate restrizioni alla libertà di movimento, la scoperta di tale eccezione è uno shock. Ma come – si è interrogato chi scrive, da Roma, in “rosso” – nel giorno di riposo non sono potuto andare a fare due passi per fotografare i primi colori primaverili nel parco dell’Appia Antica, a 3 km da casa, perché si tratta “soltanto” della terza area verde più vicina alle mura domestiche, ma sarei potuto andare a prendere la nave da crociera a Civitavecchia, se fosse stato giorno di partenza e avessi avuto il biglietto? Ad altre latitudini, viene in mente il residente nel paesino di Valle d’Aosta o Dolomiti che per un’intera stagione non ha potuto sciare davanti a casa, e continua a non poterlo fare, ma scopre che gli sarebbe permesso andare a Verona a prendere un volo “di piacere” o addirittua a Genova per imbarcarsi su una crociera.. Più in generale, vengono in mente gli scrupoli, i controlli a priori e le verifiche richiesti giocoforza a chiunque desideri raggiungere seconde case, visitare parenti o spostarsi tra piccoli comuni a distanze presunte brevi l’uno dall’altro.

Il tutto è tanto curioso da aver reso necessarie tutte le verifiche del caso. Interpellato l’ufficio stampa di Msc, ha spiegato che tutto avviene dpcm del 3 marzo alla mano. Ai crocieristi viene consegnato un leaflet che contiene quanto confermato attraverso note stampa dallo stesso managing director della compagnia, Leonardo Massa, “L’attività crocieristica è consentita dall’articolo 53 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2021 e la stessa viene effettuata nel rispetto delle specifiche linee guida validate dal Comitato Tecnico Scientifico, come previsto dallo stesso Decreto”.

“I passeggeri che si recheranno al porto d’imbarco – recita ancora il leaflet, di cui la compagnia ha recapitato copia a Repubblica – dovranno essere muniti del biglietto di crociera e del modulo di autocertificazione emesso dal Ministero dell’Interno debitamente compilato e firmato, nonché di un certificato in duplice copia che attesti l’esito negativo ad un tampone Covid19 antigenico o molecolare effettuato non prima di 96 ore dell’imbarco”, che non è richiesto per i bambini di età inferiore ai 2 anni.

Per quanto il viaggio alle Canarie, tutto nasce da una nota di Astoi Confindustria, che rappresenta oltre il 90 per cento del mercato dei tour operator italiani. Vi si legge che l’associazione ha chiesto e ottenuto dal ministero dell’Interno il parere positivo sulla possibilità, concessa ai turisti che intendano recarsi in un Paese estero aperto e fruibile per turismo, di spostarsi anche in zone italiane soggette a restrizioni, se questo è finalizzato al raggiungimento dell’aeroporto o del porto d’imbarco da dove partono aerei o navi per le destinazioni che devono raggiungere.

Avendo inizialmente avuto notizia della sola crociera, Repubblica ha dapprima interpellato su quel tema l’ufficio stampa della presidenza del Consiglio, da dove vengono compilate le ormai celebri FAQ, senza ottenere risposta immediata. Ricevuto il comunicato Astoi, ha chiesto conferma del suo contenuto al ministero dell’Interno, chiedendo se il tutto valeva anche per la (o le) crociera, e dopo qualche ora ha ricevuto risposta affermativa: il parere positivo sull’interpellanza di Astoi c’è stato e vale sia per i viaggi verso Paesi esteri fruibili per turismo che per le crociere eseguite a norma di protocollo Covid.

Per sintetizzare, a monte dell’articolo 53, un comma, il 3 dell’articolo 40 del recente dpcm, parte della sezione dedicata proprio alle restrizioni e alle deroghe agli spostamenti nelle zone rosse, recita che “il transito sui territori in zona rossa è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del presente decreto”. Ora, il decreto contiene un intero articolo, il 53 appunto, che regolamenta – e ammette a patto che tali protocolli siano stati rispettati – l’attività crocieristica. Allo stesso modo, ammette (articolo 54, comma 3), la sperimentazione di “nuovi voli covid tested”. Detto fatto, il progetto Fuerteventura è figlio di questa sperimentazione.

Qualcuno potrà esaltarsi, altri grideranno allo scandalo. Di sicuro la sorpresa è grande. Per inquadrare il tutto anche quantitativamente, va considerato che si tratta di piccoli numeri, una nave – potevano essere due, ma Costa Crociere, che avrebbe dovuto riprendere a navigare proprio il 27 marzo, ha differito, ufficialmente oggi, ma il rinvio era ormai nell’aria, al 1° maggio – e due voli. Interpellata sull’argomento in via informale, la polizia di frontiera di uno dei più importanti e frequentati confini di terra italiani ha ribadito che per macchina e per treno si lasciano passare soltanto i frontalieri, e chi adduce le solite motivazioni non futili, e che d’altra parte, i turisti italiani verrebbero respinti con perdite oltreconfine (il che, allo stato attuale vale per tutti e quattro i Paesi confinanti “all’esterno”). Insomma, lungi pensare a un liberi tutti (o a un “liberi i più furbi”): parliamo di due eccezioni testate in situazioni dove è più facile creare situazioni-bolla con possibilità reale di tracciamento per i passeggeri.

Dagli operatori interessati, si sottolinea la valenza sperimentale di simili iniziative, e pure la loro valenza di impulso – minimo sotto il profilo pratico, ma importante sul piano psicologico – un piccolo segnale di ripartenza per un’intera filiera che si è di fatto fermata da otre un anno. Un segnale forse anche del nuovo corso, figlio della rinascita del ministero del Turismo e del punto di vista del suo titolare, Massimo Garavaglia che – forse non è un caso – nei giorni del varo del primo dpcm Covid firmato da Mario Draghi ha fatto visita a Msc Grandiosa, sorta di imprimatur per la resilienza prima, e la ripresa poi, dell’attività crocieristica, che, lo ricordiamo, è rimasta ferma tra marzo e fine agosto, è ripresa in misura minima verso il finire dell’estate, per fermarsi a Natale, e tornare, solo con Msc per il momento, da febbraio.

Un’occhiata all’interno delle due eccezioni. La crociera si svolge su “Grandiosa”, l’attuale ammiraglia Msc, con partenza da Genova, poi Civitavecchia, Napoli, Cagliari e Malta. Una nave abilitata a ospitare 6.400 passeggeri in condizioni pre-Covid, che ora ne ammette fino a metà, “ma che in media ne ha ospitate 2mila, da quando ha ripreso a navigare”, spiegano dall’ufficio stampa dell’azienda. Proprio per adattare l’offerta ai tempi e minimizzare i transfer a terra, la rotta non è più una e soltanto una – con partenza e arrivo da un “capolinea”, ma la si può personalizzare: in questo caso, non più soltanto da Genova a Genova, ma anche Civitavecchia-Civitavecchia o Napoli-Napoli.

Riammessa dall’estate, l’attività crocieristica era stata inizialmente bollata come una tra le più pericolose sorgenti di epidiemia: tutti ricordiamo il dramma delle navi-focolaio lasciate per giorni in isolamento a distanza di sicurezza dalla terraferma nella prima stagione pandemica. Successivamente, però, si è constatato come lo stesso effetto isola che permette a territori come la Sardegna, o le stesse Nuova Zelanda e Australia, di gestire l’emergenza con facilità superiore rispetto alle aree continentali, faciliti il compito di chi all’interno di una nave voglia creare l’effetto bolla.

Senza addentrarsi nei dettagli, il protocollo Msc, in linea con la normativa italiana vigente, prescrive al passeggero di presentarsi con un tampone – antigenico o molecolare – eseguito non oltre le 96 ore dall’imbarco. Prima della partenza, i passeggeri ricevono un nuovo test rapido pre-imbarco nella struttura portuale, opportunamente sterilizzata, un analogo esame sarà eseguito in uscita. La nave è attrezzata per eseguire sia test rapidi che molecolari. Oltre al costante mantenimento delle norme di distanziamento sociale all’interno della nave, al bracciale fornito ad ogni passeggero per l’eventuale tracciamento, la bolla viene perpetrata anche durante le escursioni, condotte solo in zone bianche e gialle – (se un’area dove è prevista l’escursione diventa arancione o rossa, l’itinerario cambia) – dove gli ospiti, condotti in piccoli gruppi, devono rigorosamente seguire il programma prefissato, pena il non poter tornare a bordo (“Lo abbiamo già fatto”, assicurano da Msc”). Ancora, al passeggero che dovesse essere riscontrato positivo in navigazione viene garantita la massima assistenza, con accompagnamento all’ospedale o a casa, a seconda della richiesta e della necessità contingenti. Senza che il viaggio debba essere interrotto o fermato a debita distanza da uno degli approdi. Una procedura – scrive Msc – che costa alla compagnia 500 mila euro a settimana. Specificamente per la settimana di Pasqua, allo scopo di evitare comunque imbarchi e sbarchi in una situazione di rosso generalizzato, la partenza che avrebbe dovuto aver luogo domenica 28 marzo – con rientro a Pasqua e partenza della crociera seguente nella stessa serata della domenica festiva – è stata differita di 2 giorni, a martedì 30. Lo slittamento servirà anche a evitare, nei tre giorni rossi da sabato a lunedì, il possibile sbarco con escursione sul suolo italiano (quello a Cagliari, l’unico previsto finché la Sardegna era bianca e al momento in dubbio: dovesse l’isola recuperare lo status virtuoso, la tappa potrebbe avere luogo, perché sarebbe realizzata di venerdì santo). Nelle settantadue ore di chiusura totale del Belpaese, la nave sarà in navigazione, con l’eccezione della giornata di Pasqua, in cui i passeggeri potranno sbarcare a Malta, che lascia le porte aperte. Il prezzo medio è di 750 euro a persona, con minimo intorno ai 550 a testa. Il tutto è tuttora prenotabile via web.

Per quanto riguarda i voli-soggiorno a Fuerteventura, il modello seguito replica quello adottato per le crociere. Si parte – spiegano da Astoi – con l’attestazione di un tampone molecolare negativo, realizzato 72 ore prima della partenza: qualcuno degli operatori prevede anche un contributo di 50 euro a persona per effettuare il tampone. Si raggiunge la destinazione sul volo “in sicurezza”; in loco si soggiorna in una struttura monitorata (tra una manciata che sono a disposizione) con distanziamento e protocolli covid free. Qualche giorno prima del rientro, un medico nella struttura effettua un tampone antigenico, compreso nel prezzo della vacanza, da mostrare alle autorità doganali italiane. E’ compresa anche l’assicurazione e non viene prevista alcuna quarantena. Anche in questo caso, la proposta è facilmente reperibile sul web. Al momento, per i pacchetti da sabato 3 c’è ancora qualche posto, a prezzi dell’ordine dei 1500-1600 euro a coppia per sette giorni.

Astoi spera di poter presto riprodurre l’esperimento su altre destinazioni, anche extraeuropee, tra quelle che ammettono i viaggi per turismo e che l’Italia e la Ue considerano a basso rischio. Le destinazioni candidate sono per il momento Maldive, Seychelles, Emirati Arabi e Mar Rosso (Egitto).

Insomma, a 3500 italiani sarà concessa una Pasqua con chi vuoi vecchia maniera – o quasi. Non saranno né i più potenti, né i più ricchi – certo, i tempi sono duri, ma le tariffe delle offerte non appartengono alla categoria esclusiva – ma solo i più accorti e/o fortunati, a seconda dei punti di vista. Qualcuno penserà che non sia giusto, altri si rammaricheranno di non aver potuto organizzare l’exploit per tempo. Qualcuno ci vedrà l’auspicio per un imminente futuro migliore. Che dire, la pandemia ha cambiato la prospettiva a tutti noi: ognuno troverà la sua risposta.

Fonte: La Repubblica.it

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