Una pandemia che ha smascherato la totale inettitudine di un sistema mondiale, ma in modo particolare del nostro paese.

Dopo un anno i nostri governanti ancora non sono riusciti a fare un piano vaccinazione adeguato, dopo un anno ancora stanno studiando come poter rendere operativo un adeguato piano ristori, quando in Gran Bretagna, oggi, hanno raggiunto il record di vaccinati, in un giorno hanno effettuato 874 mila vaccinazioni, il loro obiettivo è immunizzare l’intera popolazione entro la fine di luglio e l’India si è distinta per la produzione di vaccini, seconda dopo l’America.

In Italia nei giorni scorsi in Lombardia è stato caos vaccinazioni, “nuova giornata di disagi nell’hub di CremonaFiere dopo quella vissuta sabato” scrive il Corriere della Sera, Nel caos prenotazioni si sono mossi anche alcuni sindaci per coprire i buchi causati dal malfunzionamento del sistema Giuseppe Papa, primo cittadino di San Bassano, paese di 2000 abitanti, per molti anni Responsabile della Protezione, si è precipitato in municipio, ha aperto gli elenchi degli ultraottantenni residenti, è andato a prenderli a casa e li ha portati a Cremona su due pullman per coprire il buco delle prenotazioni e non mandare sprecate le dosi.

Il piano di vaccinazione originale, presentato dal ministro Roberto Speranza il 2 dicembre scorso, prevedeva entro febbraio la vaccinazione completa della popolazione anziana, poco meno di 4 milioni e mezzo di persone, però ancora lo abbiamo come Ministro della Sanità, inoltre si legge anche che non c’è solo il ritardo dei vaccini nella lentezza italiana della copertura delle fasce fragili. “Purtroppo all’inizio della campagna vaccinale, che indicava come priorità 1.404.000 operatori sanitari e sociosanitari, parte delle dosi allora disponibili sono finite a persone che non ne avevano diritto. Si parla di dipendenti amministrativi che non avevano contatto né con malati né col pubblico e che quindi anche per l’età non avrebbero dovuto avere la precedenza. Possiamo calcolare che gli imbucati siano stati il 16%”.

L’unica cosa che funziona nel nostro paese è il volontariato, lo dimostrano ampiamente le diverse testimonianze riportate in un gruppo fondato dall’avvocato Erich Grimaldi, #terapiadomiciliarecovid19, tale gruppo è nato con lo scopo di collegare i medici del territorio di diverse regioni, al fine di ottenere una condivisione delle terapie attuate, in un contenitore unico d’informazioni, onde poter richiedere al Ministero della Salute, alla Presidenza del Consiglio ed a tutte le regioni, un protocollo univoco, a disposizione della medicina territoriale, senza discriminazioni sulle cure tra le regioni, per agire in scienza e coscienza ai primi sintomi, come già proposto da un gruppo di 100mila medici.

Dal lontano marzo 2020 questo gruppo di medici volontari, e sottolineiamo VOLONTARI, grazie alle tante esperienze raccolte sul campo stanno quasi delineando un protocollo di cure per intervenire tempestivamente ai primi sintomi del covid19. Linee di guida che tra le altre cose, proprio in una diretta Facebook di ieri 22 marzo, si è visto che è condivisa con autorevoli medici statunitensi. 

Queste linee guida condivise con i medici di famiglia possono evitare tanti ricoveri ma soprattutto molti decessi, per questo l’avvocato Grimaldi sta cercando di coinvolgere le istituzioni in questo progetto. Istituzioni che dovrebbero farne tesoro e quanto meno prendere in esame il loro lavoro per tutelare la salute dei propri cittadini.

Abbiamo visto che, nel Regno Unito, la condivisione ed una buona centralizzazione nella gestione dell’emergenza sanitaria sta dando risultati. 27 vaccinati al secondo e non è fantasia è pura realtà: i volontari sono oltre 100 mila, insieme ai 30 mila operatori sanitari coinvolti. Aggiungeteci la tecnologia, il pragmatismo, l’organizzazione inglesi. E un tempismo straordinario. Risultato?

 

Dalle esperienze acquisite sul campo si è ormai ampiamente dimostrato che il paracetamolo e la vigile attesa non è affatto la linea guida da usare in quanto non ha dato risultati se non addirittura creato complicanze con eccessive ospedalizzazioni e conseguente morte, mentre le terapie a base di fans, cortisonici, eparina, idrossiclorochina, antibiotici e colchicina, il tutto su scelta, dosaggio e prescrizione del medico di medicina generale, provati sul campo, stanno dando risultati riducendo notevolmente ricoveri e di conseguenza i decessi.

Con sorpresa su Repubblica si legge che per una buona gestione del paziente a casa non si può prescindere da un attento monitoraggio dell’evoluzione del quadro clinico. Contro i sintomi leggeri, come febbre bassa e malessere generale, il ministero suggerisce il paracetamolo. Gli antibiotici non servono contro le infezioni virali, quindi neanche contro Sars-CoV-2. Tuttavia, possono essere presi in considerazione dal medico in caso di sospetta presenza di un’aggiuntiva infezione batterica, possibile ad esempio nei casi in cui i sintomi persistono per più di 48-72 ore. Vietati, invece, l’idrossiclorochina e la clorochina, farmaci anti-malarici utilizzati in varie sperimentazioni cliniche e che si sono alla fine rilevati inefficaci contro Covid-19.

Ma non vi viene il dubbio che il popolo italiano viene forse prese per i fondelli?

Niente vaccini, niente cure, totale disorganizzazione ecco ciò che è stato fatto in italia in questo anno di pandemia, ma in compenso con le promesse ci hanno riempito la testa grazie alla collaborazione dei mass media.

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