La Giornata Mondiale della Poesia fu istituita dall’Unesco nel 1999 e si celebra il 21 marzo, il primo giorno di Primavera, anche se, in questo anno 2021, l’equinozio di primavera è caduto ieri, 20 marzo, alle 10,37.

La poesia è in grado di andare oltre i confini, le lingue e le differenze, portando con sé un ideale di bellezza che diventa globale.

In un periodo in cui l’Italia quotidianamente conta morti e contagiati, rendere omaggio alla POESIA è un voler manifestare che la mente e la sensibilità dell’uomo reagiscono di fronte al male e al dolore.

A Viterbo, come altrove, erano previste molte iniziative per celebrare la giornata della poesia e la primavera. ma alcune sono state purtroppo annullate.

L’umanità, benedetta dalla poesia e dal dono della parola, che si può forgiare e ricamare come una tela che resta in memoria, oltre il tempo e lo spazio, celebra dunque oggi il linguaggio universale dei sentimenti.

Immortale è il sentimento umano; va oltre il tempo e lo spazio a ricordare che l’uomo non è solo carne, ma è anche e soprattutto spirito.

Nessun virus potrà mai colpire la profondità del suo io e la sua voglia d’infinito.

Si può andare oltre le anguste pareti di casa, ora che sboccia la primavera, anche solo con il pensiero, i versi, la fantasia.

Oggi, 21 marzo, si ricorda anche la nascita di Alda Merini, che alla poesia ha dato voce e tenerezza. Sono passati novant’anni.

Nonostante il padre abbia sempre ostacolato la sua passione per la letteratura e le abbia imposto di frequentare le scuole professionali perché “La poesia non dà il pane”, lei esordisce come autrice ad appena 15 anni e scriverà poesie per il resto dei suoi giorni.

Decine le sue raccolte di poesie e prosa, da “La presenza di Orfeo” nel 1953, passando per “La Terra Santa” (1984), “L’altra verità. Diario di una diversa” (1986), “Delirio amoroso” (1989).

Dal 1964 al 1972 esce e rientra da un ospedale psichiatrico, il Paolo Pini. Era stata internata anche da giovanissima per quello che le è stato diagnosticato come un disturbo bipolare.

Nel frattempo dà alla luce tre figli grazie al matrimonio con l’operaio e sindacalista Ettore Carniti.

Muore per un tumore osseo il primo novembre 2009, a 78 anni, all’ospedale San Paolo di Milano. Tre giorni dopo le vengono tributati i funerali di Stato.

Scrisse Sandro Penna :

“Mi adagio nel mattino
di primavera. Sento
nascere in me scomposte
aurore. Io non so più
se muoio oppure nasco.”

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