Alla cerimonia organizzata nel giorno della memoria delle vittime del Covid erano presenti il senatore Battistoni e il sindaco Arena, muniti di mascherine ma addossati. L’opposizione: «Zona rossa non per le autorità, scena felliniana».

Non hanno resistito. La tentazione di partecipare a una delle attività più gratificanti per un amministratore – il molto italico taglio del nastro – è stata più forte di ogni precauzione. E ora la relativa foto celebrativa sta scatenando un putiferio a Viterbo: l’immagine ritrae il senatore eletto nella Tuscia, il sindaco e l’assessore, muniti di mascherina ma addossati l’uno all’altro, mentre sono protesi e sorridenti davanti al nastro per l’inaugurazione di un centro commerciale , «Il Globo», sulla Cassia Nord.

La forza attrattiva dell’evento ha fatto perdere di vista un dettaglio: la cerimonia, svolta senza rispettare le distanze di sicurezza, è stata organizzata giovedì 18 marzo, nel giorno dedicato alla memoria delle vittime del Covid, anniversario di un’altra fotografia al contrario tragica e indimenticata, quella della colonna di mezzi dell’Esercito impiegati nel trasporto di decine di bare.

Lo scatto sta suscitando molte polemiche. L’opposizione parla di «assembramento autoritario» dal sapore «felliniano». Al centro della fotografia (pubblicata dalla testata Tusciaweb), spicca il senatore di Forza Italia Francesco Battistoni, accanto al sindaco di Viterbo, Giovanni Maria Arena (anche lui Forza Italia), con fascia tricolore, alla cui destra sorride Domenico Merlani, titolare della società che ha realizzato il centro commerciale, nonché presidente della Camera di commercio locale. L’incarico del taglio della fettuccia è stato curiosamente affidato al senatore, non al primo cittadino. Sulla destra della foto, ecco poi Alessia Mancini, assessora allo Sviluppo economico, e accanto a lei il giovane responsabile delle vendite del centro commerciale, il tutto con contorno, ai lati e alle spalle, di un piccolo stuolo di portaborse.

La reazione dell’opposizione (Pd, M5S e liste civiche) non si è fatta attendere: «La zona rossa vale per tutti, ma non per il sindaco Arena e per la sua amministrazione, che dovrebbero diventare rossi di vergogna per aver scelto di autorizzare e festeggiare l’apertura di un centro commerciale nel giorno del ricordo delle vittime del Covid. Proprio così: una sorta di macabro contrappasso…» Ad alimentare battute e polemiche tra i viterbesi, una coincidenza: l’estrema vicinanza (poche decine di metri) tra supermercato e camposanto. «Mentre nel cuore della città deserta si piangevano le vittime viterbesi del virus – continua la nota delle opposizioni – alle sue porte, nei pressi del cimitero (quasi uno strano scherzo del destino…) si assisteva alla surreale inaugurazione di un polo commerciale con tanto di felliniano “assembramento autoritario”.

Una indecorosa danza sul Titanic…» Il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno, per la verità, aveva benedetto l’evento, con una dichiarazione a caldo dettata alle testate locali la mattina del 18 marzo, subito dopo il taglio del nastro («Il polo commerciale è un punto di riferimento per la città e per il suo sviluppo economico, un incentivo per il territorio»), che non avanzava dubbi su eventuali rischi di assembramento. Di altro parere le opposizioni, che esprimono «perplessità anche sotto il profilo del rispetto delle normative anti-contagio». Uno scontro che scuote la città dei papi ed è destinato a proseguire in consiglio comunale. (fperonaci@rcs.it)

Fonte: Corriere della Sera.it

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