Anche se difficile da credere, a un’analisi più attenta si può facilmente capire perché sia così: è molto più semplice, basandoci sulla nostra tecnologia attuale, arrivare a viaggiare nello spazio e dunque, come avvenuto recentemente, raggiungere Marte, che arrivare in elevate profondità del nostro stesso pianeta.

Studiare funzioni e materiali interni alla nostra Terra (terremoti, eruzioni vulcaniche, inversione dei poli, i moti convettivi, molecole) è dunque più complicato. Ma perché? La risposta è davvero semplicissima: attraversare lo spazio vuoto è relativamente semplice mentre attraversare la roccia è immensamente complicato. Si consideri solo che il nostro record di profondità è di circa 12 km (Pozzo Kola in Russia).

Dunque il materiale tecnologico a nostra disposizione oggi ci permette più facilmente di volare che di penetrare il terreno.

Spiega Geopop: “Dal punto di vista fisico e ingegneristico è molto più semplice inviare una sonda spaziale su un pianeta a centinaia di milioni di chilometri di distanza (Perseverance ne ha percorsi circa 470 milioni) che investigare la Terra ad appena 20 o 30 km di profondità; figuriamoci arrivare al centro (circa 6300 km)”

Credits to: Geopop

By Simone Chiani

Nato nel 1997. Viterbo. Diplomato al Liceo Psicopedagogico e laureato in Lettere Moderne. Autore dei libri Evasione (Settecittà, 2018) e Impronte (Ensemble, 2020).

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