Lo scatto di una donna accovacciata ai piedi della cucina del proprio ristorante con la testa tra le gambe e il volto nascosto. Ad accompagnarlo la didascalia: “Sono senza lacrime. .. Senza forze, senza più dignità e c’è chi parla, parla, parla…”. La foto è stata condivisa su Twitter e in poco tempo ha raccolto migliaia di commenti di chi ha voluto esprimere la propria solidarietà soprattutto alla viglia di nuove chiusure per i ristoratori.

È accovacciata, seduta ai piedi della cucina del suo ristorante con la testa tra le gambe. La didascalia alla foto parla chiaro: “Sono senza lacrime. .. Senza forze, senza più dignità e c’è chi parla, parla, parla…”. Si tratta di un grido di protesta silente che arriva tramite uno scatto pubblicato su Twitter che vuole sottolineare la situazione nella quale si ritrovano molti ristoratori e che a partire da domani dovranno affrontare nuovamente con il passaggio in zona rossa di gran parte delle regioni italiane.

Il tweet, che è stato condiviso dall’account “Francesco e Filomena” in poco tempo ha ricevuto centinaia di commenti ed è stato ricondiviso altrettante volte finendo in un vortice di solidarietà. Sono tante infatti le persone commosse dinanzi alla foto della donna che è accovacciata con il volto nascosto alla vigilia di un lungo periodo di chiusura così come disposto a partire per molte regioni da domani lunedì 15 marzo: “Dai forza, vedrai che presto ritornerai a mettere in funzione ogni cosa – scrive un utente – riceverai tanto affetto da parte di tante tantissime persone! FORZA TUTTO PASSERA’. Si comincia a vedere l’uscita del tunnel”. “Non mollate adesso – il commento di un’altra utente, Silvia, al post – non crollate, ripartirete e avrete bisogno di tutte le vostre energie, siete “vita”, e questa vi riporterà a credere in ciò che avrete ancora. Forza, se possiamo aiutare lo faremo”.

Un’autentica ondata di solidarietà da parte di tanti ristoratori che condividono probabilmente i sentimenti della donna immortalata nello scatto e che sperano di poter tornare quanto prima alla normalità: “Ti posso capire – scrive infine Giuseppe – mio figlio é uno dei tanti cuochi d’Italia che è senza lavoro. La disperazione totale. Non facciamoci prendere dai sentimenti tossici, altrimenti é finita. Forza!!!”.

 

Fonte: Fanpage

 

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