Come ampiamente previsto, Mario Draghi non ha opposto molta resistenza al partito del terrore, decretando ulteriori restrizioni in vista della Pasqua.

Evidentemente, al pari di tanti esponenti di centrodestra al governo, anch’egli sembrerebbe terrorizzato dal rischio di passare per alleato di un virus che non uccide il 99,75% di chi lo incontra, ma che gran parte della nostra informazione continua a rappresentare più mortale dell’Ebola.

Politica abdica al Cts

Ed è proprio per evitare un simile rischio che, a mio avviso, la politica italiana nel suo complesso ha abdicato da oltre un anno al proprio ruolo,  consentendo ad una sorta di improvvisato comitato di salute pubblica, formato da politici falliti e scienziati semisconosciuti, col supporto incessante del giornale unico del virus, di instaurare una vera e propria dittatura sanitaria.

Ora, evitando di elencare l’ultimo, umiliante listino di proibizioni con cui allietare le prossime festività, vorrei esprimere una breve riflessione su due di tali misure che mi paiono sin dall’inizio di questa triste vicenda particolarmente insensate e lesive della nostra dignità di esseri umani: il confinamento in casa e l’obbligo di utilizzare le mascherine all’aperto anche in totale solitudine. Due odiose imposizioni le quali, vorrei ricordare, in nessun Paese civile sono state adottate così come è avvenuto in Italia.

Italiani trattati sempre più da sudditi

Eppure, analogamente al resto delle restrizioni,  tutto ciò ha incontrato nella popolazione una disarmante passività, soprattutto a causa dell’ingiustificato clima di terrore che sembra aver sovrastato ogni cosa. In sostanza, i cittadini comuni, usi generalmente a leggere solo i titoli dei giornali e ad ascoltare solo quelli dei notiziari,  sono stati indotti a credere, proprio dalle due demenziali misure, che il virus circolasse liberamente all’aperto, pronto a stroncare la vita di chiunque non indossasse la mascherina di ordinanza.  

In questo senso speravo che con l’arrivo nella stanza dei bottoni di un grand’uomo dotato di spiccata razionalità si mettesse fine all’obbrobrio di un popolo costretto, di quando in quando, agli arresti domiciliari e a girare mascherati in ogni angolo della Penisola 24 ore su 24. Tanto più, come dimostra l’esperienza di tanti altri Paesi che non hanno mai conosciuto queste due odiose misure, non esiste alcuna evidenza scientifica che ne avvalori il fondamento sul piano del contrasto alla pandemia in atto.

Lockdown infinto

Invece si continua con questa tragica farsa, dominata da personaggi privi di scrupoli, di una macabra esistenza scandita dai bollettini di morte del Comitato tecnico scientifico e dalle continue restrizioni per debellare un virus a bassa letalità e che oramai, essendosi saldamente installato nella società umana, nessun demenziale protocollo sarà mai in grado di eradicare.

E se dopo un anno di provvedimenti del tutto inefficaci ci troviamo ancora al punto di partenza,  con sinistri personaggi alla Walter Ricciardi che invocano un lockdown infinito, altro che luce in fondo al tunnel. Siamo sprofondati nel buio più totale.

di Claudio Romiti

Fonte: Nicola Porro

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