La band napoletana Nebra: “Fa un po’ rabbia sentire lo stesso fraseggio e la stessa tonalità della nostra Fuoco al Fuoco”.

“Cari Maneskin, non ce ne staremo zitti e buoni, faremo parlare la musica…”. I Nebra non sono arrabbiati, ma sono solo molto dispiaciuti. La band partenopea che accusa di plagio i vincitori della 71esima edizione di Sanremo per il brano “Zitti e buoni”, che avrebbe il riff di chitarra simile alla loro canzone “Fuoco al fuoco”, non è abituata a vedere il festival, ma sabato sera facendo zapping in tv ha ritrovato il proprio sound proprio nel pezzo di quella band che stava per salire sul primo posto del podio dell’Ariston.

“Non vediamo Sanremo per questo ce ne siamo resi conto solo durante la finale, siamo saltati sul divano quando abbiamo sentito lo stesso riff della nostra canzone – spiega la frontman del gruppo Aurora Pelosi, classe 1969 – un amico su Instagram poi ha messo a confronto i pezzi e ne abbiamo avuto la certezza. Fra l’altro noi usiamo quel riff nell’introduzione del brano come fanno loro. L’hanno collocato proprio dove l’abbiamo pensato noi”.  I Nebra, band hard rock metal, attiva dal 2006, stanno studiando come fare causa alla Sony per il presunto plagio, ma il percorso non è semplice. “Mettersi contro un colosso discografico come la Sony è difficile e costoso – prosegue la Pelosi – ma da quando abbiamo scritto sui social che la canzone vincitrice di Sanremo ha lo stesso riff della nostra “Fuoco al fuoco” ci stanno scrivendo tanti avvocati specializzati in diritto d’autore per seguirci gratuitamente.

La canzone è contenuta nel disco del 2018 “Cuore colpevole”, depositato alla Siae nel 2017, anche se circolava già sul web nel 2016″. I Nebra, formati oltre che dalla cantante Pelosi, dal chitarrista Gianni Gargiulo, dal bassista Francesco Fiordellisi e dal batterista Alfredo Manzo, sono nati tutti alla fine degli anni ’60. Anagraficamente potrebbero esser i genitori dei ventenni Maneskin. “Noi siamo dei puristi – dice la frontman  – viviamo di rock da trent’anni, certo l’arte è di tutti ma non credo che questa vittoria a Sanremo dei Maneskin sia servita a sdoganare il nostro genere da sempre un po’ ghettizzato. Comunque fa un po’ rabbia sentire lo stesso fraseggio e le stesse tonalità della nostra canzone su un palco così importante e ormai a ripetizione in radio. Vorrà dire che se i Maneskin lo hanno ascoltato, potrebbero almeno riconoscere che gli è piaciuto”.

Naturalmente non è il solo riff a fare dei Maneskin un fenomeno che ha colpito milioni di persone: la giovane band romana ha doti vocali, bravura musicale e presenza scenica da vendere. L’accusa di plagio che arriva da Napoli, intanto, nei confronti del gruppo che prende il nome dalla parola danese “chiaro di luna”, rimane presunta. La battaglia legale deve ancora iniziare. I Maneskin, arrivati al successo dopo aver partecipato a X Factor, sono stati già accusati nei giorni scorsi dal duo torinese Anthony Laszlo di aver plagiato “Zitti e buoni” con il testo e la melodia di un loro brano, ma per il momento i vincitori di Sanremo hanno avuto ragione. Nessun plagio. Per ora.

Fonte: La Repubblica.it

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