È stato il festival del coprifuoco, durante il quale gli italiani, ormai da tempo segregati in casa dopo le 22 (e anche prima), con le varianti in delirio e i malati in aumento, sono abituati a passare le serate in casa davanti alla tv.

La sera del dì di festa è diventata l’alba della domenica e beati sono coloro che – causa insonnia- hanno avuto la forza e il coraggio di attendere, fra uno sbadiglio e l’altro, le 2,30 per conoscere i risultati della classifica finale. Non sempre la lunghezza è un pregio.

I Maneskin sono i trionfatori di questa edizione del Festival di Sanremo. La band composta da Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio ha conquistato il gradino più alto del podio con Zitti e buoni. Al secondo posto Fedez e Francesca Michielin con Chiamami per nome, al terzo Ermal Meta con Un milione di cose da dirti.

“La musica non si ferma mai” è stato lo slogan del settantunesimo Festival di Sanremo che si è svolto al Teatro Ariston di Sanremo dal 2 al 6 marzo 2021 con la conduzione, per il secondo anno consecutivo, di Amadeus, che è stato anche il direttore artistico; nel corso delle serate è stato affiancato ancora una volta da Fiorello, come avvenuto nell’edizione precedente, e da cinque co-conduttrici: Matilda De Angelis nella prima serata, Elodie nella seconda, Vittoria Ceretti nella terza, Barbara Palombelli e Beatrice Venezi nella quarta. Co-conduttrice della serata finale sarebbe dovuta essere Simona Ventura, poi costretta a rinunciare causa positività al COVID-19. Zlatan Ibrahimović e Achille Lauro sono stati ospiti fissi della manifestazione; quest’ultimo in particolare ha proposto, nel corso di ognuna delle cinque serate, esibizioni a tema definite dallo stesso Amadeus «quadri audiovisivi».

Come nell’edizione precedente, la competizione ha avuto due categorie principali: una categoria Campioni composta da 26 cantanti e una categoria Nuove proposte composta da 8 cantanti (di cui 2 selezionati da Area Sanremo).

La scenografia è stata curata da Gaetano e Maria Chiara Castelli, mentre la regia e la direzione della fotografia sono state affidate rispettivamente a Stefano Vicario e a Mario Catapano, presenti anche nella precedente edizione del festival.

Per la prima volta dal 2005, la kermesse si è tenuta interamente nel mese di marzo; inoltre, sempre per la prima volta, l’evento si è svolto senza pubblico a causa della pandemia di COVID-19.

Piccoli e grandi mattatori, note stonate e non della serata finale si sono alternati sul palco, di fronte alle poltrone vuote. Quest’anno abbiamo avuto anche la prova che possono “vincere” Sanremo anche le donne che non hanno bisogno di eleganti acconciature o abiti da sogno, ma donne intelligenti e brave, come Giovanna Botteri, Matilda De Angelis, Elodie.

Forse il vincitore assoluto, fra gli uomini, è Ibra, che prima ha dettato ad Amadeus la sua formazione: «In attacco Zlatan, e c’è anche Ibra. A centrocampo Fiorello, lui è un bravissimo fantasista. In difesa l’orchestra che ha difeso con i denti la forza della musica. Ama, tu sei portiere».  Poi, come un attore esperto, si è lanciato in un monologo, incitando al “fare” e applaudendo l’orchestra dei grandi musicisti,  altri vincitori morali del Festival.

Grande anche Ornella Vanoni, e non solo per l’età, che non dimostra affatto.

Per sorridere un po’, anche se ci sarebbe poco da ridere, proviamo a dare i voti ad alcuni protagonisti del Festival,  non come esperti o critici musicali, ma da semplici ascoltatori.

Non avremmo mai creduto di poter rimpiangere Diodato con “Fai rumore” e Francesco Gabbani, ma così è, se vi pare.

A Ghemon, con Momento perfetto, auguriamo di trovare un momento e soprattutto una canzone migliore per presentarsi di nuovo al Festival. Voto: 5.

Gaia, con Cuore amaro, non regala emozioni, ma qualche sbadiglio. Voto: 6

Irama. La genesi del tuo colore. Viene data per favorita. Simpatica, martellante, sulla scia del tormentone estivo già sentito. Voto: 7

Gio Evan. Da dimenticare. Voto:5.

Fulminacci. Santa Marinella.  La località vicina a Civitavecchia,  sul mare è carina, ma la canzone meno. Voto: 6.

Francesco Renga. Quando trovo te. Si dice che le canzoni, la prima volta non piacciano,  poi, riascoltandole, migliorano. Sarà il suo caso? Voto: 6.

Francesca Michielin e Fedez. Chiamami per nome. Lei,  visetto da romanzo. Lui un po’ troppo agitato. La canzone sembra buona. Voto: 7.

Colapesce e Dimartino. Musica leggerissima. Apprezzabile. Voto: 8

Malika Ayane. Ti piaci così. Avvolgente ed elegante. La sua classe non è acqua, ma il brano fa acqua da tutte le parti  Voto: 6

Orietta Berti “Quando ti sei innamorato”: una bella voce, vocalmente perfetta, ma simbolo di un’Italia che non c’è più.  Voto: 6

Arisa. Potevi fare di più. Gigi D’Alessio, nello scrivere la canzone, in effetti, “avrebbe potuto fare di più”. La voce è bella. Voto: 7.

Extraliscio con Davide Toffolo “Bianca luce nera”. Canzone particolare, ma che non apre le porte del cuore. Voto: 6+.

Per il resto, la sufficienza.

Ognuno di noi, in base ai propri gusti, darebbe naturalmente voti diversi alle canzoni. Il Festival di quest’anno è stato promosso o bocciato?

Ai posteri l’ardua sentenza.

A noi solo la voglia di ironizzare un po’. Del resto, come ben si sa, gli italiani sono un popolo di poeti, di Santi e navigatori, ma anche di musicisti, di arbitri e di pittori…ognuno deve dire la sua.

Onore comunque alla musica italiana e a chi ha ancora il coraggio di cantare, malgrado tutto.

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