Alla luce della nuova e maggiore trasmissibilità delle nuove varianti SARSCoV-2 sono stati apportati alcuni cambiamenti al protocollo che riguarda la gestione dei casi di  isolamento, di quarantena e della gestione dei tamponi.

In caso di soggetto positivo al covid o di “contatto stretto” in ambito scolastico rimane l’obbligo tassativo da parte della famiglia di comunicare al referente covid di istituto il caso. Questi a sua volta  segnalerà con immediatezza il caso alla  ASL mediante le linee dirette e riservate che le ASL ha dedicato loro.

Per il rientro in classe al soggetto positivo o contatto stretto non basterà il risultato negativo del tampone ma necessiterà contestualmente al suo rientro di idonea certificazione rilasciata dal pediatra o altro medico abilitato.

Con i recenti aggiornamenti al protocollo i soggetti Covid positivi potranno concludere l’isolamento solo in presenza di un tampone negativo mentre prima chi era asintomatico da almeno una settimana, dopo 21 giorni, finiva l’isolamento anche in presenza di un tampone ancora positivo.

Semplificando si può dire che le persone verranno sottoposte al tampone di controllo dopo 14 giorni, se negativo saranno libere e riammesse in comunità, in caso contrario rimarranno isolate fino al 21° giorno, quando faranno un altro tampone: se negativo il soggetto riprende la vita in comunità, mentre se l’esito del tampone sarà ancora positivo si dovrà rimanere in ulteriore periodo di isolamento fino alla provata negativizzazione, con  test molecolare ripetuto ogni sette giorni.

Per un contatto stretto non convivente di  un  caso positivo è previsto il test (tampone) molecolare  e la chiusura della quarantena dopo  14 giorni, in caso di  test molecolare con risultato negativo.

Per contatti conviventi di un caso positivo il tampone di controllo sarà effettuato unitamente al caso convivente il 14° giorno. Se risulteranno delle positività l’operatore sanitario valuterà l’eventuale prolungamento della quarantena dei contatti risultati negativi in relazione alle condizioni di isolamento nel contesto familiare.

Si parla di caso positivo sintomatico, quando una persona risultata positiva al tampone, cioè che ha contratto il virus, manifesta i sintomi della malattia Covid-19.

Le persone sintomatiche risultate positive al virus possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 14 giorni dalla comparsa dei sintomi, accompagnato da un tampone negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi , 14 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi più tampone.

A differenza di prima però, l’isolamento del caso confermato non potrà essere interrotto dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi, di cui gli ultimi 7 senza sintomi, ma dovrà proseguire fino all’effettuazione di un test molecolare con risultato negativo.

Si parla di caso positivo asintomatico quando  la persona risultata positiva al tampone, cioè che ha contratto il virus, non manifesta i sintomi della malattia Covid-19.

Le persone asintomatiche risultate positive al virus possono rientrare in comunità solo dopo un periodo di isolamento di almeno 14 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale venga eseguito un tampone che dia risultato negativo. Nel caso il tampone risultasse ancora positivo, anche in questo caso l’isolamento del caso confermato non potrà essere interrotto dopo 21 giorni ma dovrà proseguire fino all’effettuazione di un test molecolare con risultato negativo.

Con gli ultimi aggiornamenti apportati al protocollo, così come per i casi positivi, anche  i casi definiti  “contatti stretti” in quarantena dovranno osservare la stringente e rigida procedura che prevede:

  • misurare la temperatura corporea 2 volte al giorno;
  • riferire se compaiono sintomi  al proprio medico o alla sorveglianza sanitaria;
  • rimanere a casa ed evitare contatti con altre persone;
  • utilizzare una stanza non condivisa con altri e un bagno ad uso esclusivo o disinfettato adeguatamente su ogni superficie dopo ogni utilizzo;
  • adottare tutte le misure di precauzione  quali utilizzare sempre la mascherina, rispettare distanziamento fisico e igienizzare spesso le mani.

Chi è sottoposto formalmente a procedura di isolamento o quarantena, notificata dal Dipartimento di Sanità Pubblica (DSP) della Azienda USL competente, può considerarsi legalmente libero solo se in possesso del documento di fine isolamento rilasciato dal DSP stesso. Non è sufficiente dunque essere a conoscenza di esito negativo del tampone per poter riprendere la vita nella comunità ma serve questa certificazione rilasciata dal DSP.

Dal momento di notifica tramite SMS e fascicolo Sanitario Elettronico, per chi lo ha attivato, la persona risultata positiva al virus deve considerarsi in isolamento, indipendentemente dalla chiamata del Dipartimento di Sanità Pubblica, attenendosi alle raccomandazioni per la quarantena.

Sono da considerarsi in isolamento obbligatorio anche le seguenti persone per le quali valgono le raccomandazioni sopra descritte per la quarantena:

  • i contatti conviventi della persona risultata positiva, quali familiari o persone che condividono la stessa abitazione;
  • i contatti stretti non conviventi che hanno avuto un contatto stretto con la persona positiva al  Covid nelle 48/72 ore precedenti la comparsa dei sintomi o il tampone di quest’ultima

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