Quasi un secolo: manca solo un anno. Il 5 marzo 1922, esattamente 99 anni fa, nasceva a Bologna Pier Paolo Pasolini, scrittore, poeta, intellettuale, saggista, giornalista, regista.

“Era un elemento prezioso di qualsiasi società. Qualsiasi società sarebbe stata contenta di avere Pasolini tra le sue file. Abbiamo perso prima di tutto un poeta. E poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre o quattro soltanto in un secolo (applausi). Quando sarà finito questo secolo, Pasolini sarà tra i pochissimi che conteranno come poeta. Il poeta dovrebbe esser sacro”

Disse Alberto Moravia ai funerali di Pasolini, il 5 novembre 1975.

La Cineteca di Bologna festeggia il compleanno dello scrittore e regista con un programma speciale sulla piattaforma Il Cinema Ritrovato fuori sala, in programma da oggi venerdì 5 marzo. In prima fila c’è Franco Maresco, regista che più di ogni altro ha dichiarato il suo debito artistico verso Pier Paolo Pasolini, che ha realizzato un complicato montaggio per l’occasione, offrendo così al pubblico diversi inediti, tra i quali un’intervista dello stesso Maresco a Pino Pelosi, realizzata nel 2013, e un ricordo di Pasolini da parte della fotografa Letizia Battaglia, che incontrò Pasolini nel 1971.

Previsti anche i restauri di Comizi d’amore e Appunti per un’Orestiade africana, oltre a un montaggio di materiali d’archivio curato dai ricercatori Roberto Chiesi e Andrea Meneghelli, che raccoglie la straordinaria Intervista sotto l’albero realizzata nel 1975 da Gideon Bachmann.

Nella vita di ogni artista c’è un luogo dell’anima, dove si trova un rifugio, un nido, una protezione. Per Pierpaolo Pasolini questo luogo era Chia, borgo della Tuscia circondato dai boschi e la sua torre. Lì trovava pace il suo io, spesso lacerato da contrasti interiori.

Era la notte fra il primo e il due novembre di quarantaquattro anni fa: il poeta, scrittore, regista, critico, ideologo Pierpaolo Pasolini venne trovato morto in circostanze ancora misteriose

La mattina del 2 Novembre 1975, Pasolini fu trovato sulla spiaggia deserta dell’Idroscalo di Ostia, da una passante alle 6:30 del mattino, massacrato di botte e investito più volte dalla sua stessa auto, un’Alfa Romeo 2000 GT.

Il primo a riconoscerlo fu l’attore e amico Ninetto Davoli. Ad essere accusato, in prima istanza, fu un ragazzo il cui nome è noto alla maggior parte degli italiani: Pino Pelosi. Il ragazzo diciassettenne fu subito preso in carico dalle forze dell’ordine e confessò di aver ucciso Pasolini perchè quest’ultimo era intenzionato a praticare un rapporto sessuale non consensuale.
Molti dubbi ci sono ancora sul delitto.

Pasolini abitava a Chia, da qualche anno in una costruzione medievale vicino a Fosso Castello.
Amava molto la Tuscia e sperava in uno sviluppo della zona. Girò nei pressi di Chia anche alcune scene del suo film “Il Vangelo secondo Matteo”.
A Chia, Pasolini ha lasciato un ottimo ricordo perchè era semplice e alla mano: andava spesso nelle case della gente, si intratteneva con tutti, era gentile e disponibile. Fece molto per il paese, creò una squadra di calcio per i più giovani, istituì un premio per chi lo abbelliva.

Nella giornata del suo compleanno è bello ricordare una delle sue poesie

SUPPLICA A MIA MADRE (Da Poesia in forma di rosa)

È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *