Un nuovo rover su Marte: dopo il famosissimo (e utilissimo) Curiosity, è Perseverance che nei prossimi anni ci fornirà i dati e le immagini più importanti; se ne è parlato molto in questi giorni, anche per via del fatto che monti un processore di un Mac del 1997.

Ma ciò che a noi interessa di più, ora, è capire quali siano in concreto i suoi obiettivi principali e in che modo esso sia responsabile di una nuova “spazzatura marziana”.

Sul sito ufficiale della Nasa troviamo scritto questo: “Perseverance rover will look for signs of past microbial life, cache rock and soil samples, and prepare for future human exploration. (Il rover Perseverance ricercherà segni di antica vita microbica, memorizzerà campioni di roccia e suolo, e fungerà da preparazione per una futura esplorazione umana).

Da queste prime, sintetiche parole possiamo avere già un’idea ben chiara di quanto sia importante questo macchinario ormai extra-terrestre.

Ma andiamo a cercare di capire più nel dettaglio gli obiettivi di questo lunghissimo (a dire il vero infinito) viaggio:

  • Determinare se la vita sia mai esistita su Marte: la missione del rover Perseverance si concentra su degli studi della superficie marziana in cerca di tracce di vita microbica preservate sulle rocce che hanno formato l’ambiente marziano in epoca antica.
  • Definire il clima di Marte: un punto centrale della missione consiste nel ricostruire il passato delle condizioni climatiche di Marte. Gli strumenti del rover cercheranno delle testimonianze di antichi ambienti dove la vita microbica sarebbe potuta esistere nel passato.
  • Descrivere la geologia marziana: il rover è progettato per studiare le formazioni rocciose con lo scopo di svelare maggiori informazioni sui processi geologici che hanno creato e modificato la crosta e la superficie marziana nel corso del tempo. Inoltre il rover è progettato per estrarre e stoccare dei campioni di roccia e suolo marziano per una eventuale futura missione che avrà il compito di portarli sulla Terra per analizzarli.
  • Preparazione per l’esplorazione umana: il rover sarà una dimostrazione scientifica per l’uso delle risorse naturali dell’ambiente marziano. Esso inoltre monitorerà le condizioni ambientali cosicché si possa capire meglio come proteggere gli esploratori umani, inserendosi nel progetto per le future spedizioni umane fissate per il 2030. Le missioni robotiche, similmente a quelle relative alla Luna, forniranno informazioni essenziali di base per meglio affrontare le future esplorazioni umane. In ultimo il rover testerà la produzione di ossigeno dall’atmosfera marziana ricca di anidride carbonica attraverso il MOXIE.

Non è dunque, in breve, uno scherzo o un’iperbole parlare di reale ricerca della vita: nel 2021 questa è pura realtà. Ma Perseverance è anche un rover “sperimentatore”, come anticipato sopra: uno dei suoi strumenti testerà una tecnologia vitale per i futuri esploratori umani: produrre ossigeno dall’atmosfera marziana, composta al 96% da anidride carbonica. In questo modo si potrà produrre in loco, e illimitatamente, l’ossigeno necessario agli astronauti per respirare, e al razzo di ritorno per ripartire. Questo salva un sacco di spazio e di volume!

Ma chiudiamo con una curiosità: l’atterraggio di Perseverance ha avuto anche un impatto ambientale sul Pianeta Rosso: quelli che vedete nell’immagine qua sotto sono infatti dei pezzi staccatisi dal rover e divenuti inutili; in pratica, “spazzatura marziana“! Ma non inventiamoci inutili moralismi: se questo è il prezzo da pagare per progredire con la scoperta dell’universo, ben venga! E chissà che magari un giorno, proprio lì, lontano dal nostro Mondo, non ci sia modo di fare una raccolta differenziata e riciclare quei pezzoni di metallo attualmente persi tra le sabbie di Marte.

ESA/Roscosmos/CaSSIS; acknowledgement A. Valantinas

 

 

CREDITS TO:

https://www.facebook.com/NextSolarStorm

https://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale

By Simone Chiani

Nato nel 1997. Viterbo. Diplomato al Liceo Psicopedagogico e laureato in Lettere Moderne. Autore dei libri Evasione (Settecittà, 2018) e Impronte (Ensemble, 2020).

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