Il Tesoro si appresta ad entrare nel mercato dei titoli verdi: ecco come sarà il primo Btp green in Italia.

Nelle prossime settimane il Ministero dell’Economia e delle Finanze emetterà il primo titolo di Stato green, destinato a finanziare le spese del Governo nel quadro della tassonomia europea e di sette obiettivi dell’agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile.

Il nuovo bond segue il Btp Italia, indicizzato all’inflazione italiana, e il Btp Futura riservato ai piccoli risparmiatori, e potrebbe presto essere accompagnato dall’emissione di un Btp Salute, quest’ultimo destinato ad armare la mano del Governo in ambito sanitario.

Destinatari, obiettivi, framework di riferimento, spese non ammissibili: ecco tutto quello che c’è da sapere sul primo Btp verde italiano.

Btp verde in arrivo, cosa c’è da sapere

Il primo Btp green italiano avrà una scadenza lunga e, come precisato dal Mef, sarà quotato sui mercati secondari Mts e MoT e destinato esclusivamente agli investitori istituzionali, con un particolare focus su coloro che ancora non detengono titoli di debito pubblico (non sono noti, però, i tassi di rendimento). L’emissione andrà a finanziare – e soprattutto rifinanziare – progetti per un tetto massimo di 35 miliardi di euro, sebbene questo volume dipenda dall’andamento del mercato e della domanda.

Nel mirino sette dei diciassette obiettivi dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’ONU, ma le prime tranche serviranno a rifinanziare le spese sostenute nel periodo 2018-2020, per poi allargarsi a quelle previsionali 2021.

Il Mef, inoltre, ha presentato il framework di riferimento per i nuovi bond green: il Btp seguirà lo standard Green Bond Principles dell’Icma, Associazione internazionale dei mercati di capitali, e finanzierà le spese statali finalizzate a perseguire una serie di obiettivi ambientali già tracciati dall’ONU e conformi alla tassonomia europea.

Tra questi, nello specifico, le attività di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dell’inquinamento, la protezione degli ecosistemi, della biodiversità, delle risorse idriche e dell’ambiente marino e la transizione verso una economia circolare.

Le spese non ammissibili

I green bond che il Mef emetterà nelle prossime settimane non potranno essere destinati al finanziamento di una serie di spese in contrasto con gli sforzi tesi alla salvaguardia dell’ambiente promossi dall’UE e dall’Italia.

Tra le categorie tagliate figurano la fissione nucleare, le attività legate ai combustibili fossili e quelle minerarie, gli impianti di energia, i contratti militari, la produzione dei derivati del tabacco, di bevande alcoliche e di armi e il gioco d’azzardo.

In tal senso, il Governo provvederà ad una chiara rendicontazione delle spese: come precisato dal Mef, verrà pubblicato con cadenza annuale un documento – denominato Italian Sovereign Green Bond Allocation and Impact Report – che farà luce sull’allocazione delle risorse affidate allo Stato dagli investitori istituzionali che decideranno di puntare sui bond, oltre a fornire indicazioni sullo stato di avanzamento dell’erogazione delle somme.

 

Fonte: Money

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