Cambiando le direttive dei vari ministeri mondiali, il risultato non cambia. Non cambia la vita del virus, non subisce variazioni significative la curva dei decessi né il tasso di letalità, che ci siano o meno i vari Dpcm a reti unificate.

E’ questo che si evince dal dato grafico dei contagi e dei decessi da coronavirus sul lungo periodo, dato nel quale l’Italia primeggia sopra gli Stati Uniti sui morti per milione di abitanti (proporzionati al totale della popolazione), mentre va meglio sui semplici contagi ed è tutto dire, visto che la letalità del virus nel Bel Paese colpisce molto di più rispetto ai vari Stati Uniti, Brasile, Svezia, Svizzera.

Eppure in tutti questi paesi vigono regole diverse dalle nostre: in molti casi anche meno stringenti. Ma allora siamo proprio sicuri che cedere quote di libertà equivalga alla nostra sicurezza?

Se ancora ci sono dubbi, ci ha pensato Fabio Duranti a fugarli con questo grafico. Statistiche impietose verso i sacrifici cui gli italiani sono stati chiamati, visto che le curve, nei casi migliori, si somigliano e seguono un andamento tutto loro, nonostante lockdown, mascherine e Dpcm stringenti.
Date un’occhiata ai grafici mostrati in diretta a Francesco Vergovich.

Tu non puoi valutare l’attività giusta o sbagliata dei paesi se non guardi una proporzione per milione di abitanti. L’Italia al momento detiene la “medaglia d’oro” in questo, sotto ci sono gli Stati Uniti, ma non ci dimentichiamo che negli Stati Uniti non c’è stato obbligo di nulla.
Anche adesso che hanno detto che Biden appena arrivato ha firmato l’obbligo delle mascherature, non è vero perché gli stati federali gli hanno detto “ma tu sei scemo in testa”: loro su queste cose hanno un’autonomia, tant’è vero che abbiamo visto il Super Bowl con le persone non mascherate e altri spettacoli e manifestazioni in cui la gente gira senza maschera. I filmati che vediamo ogni tanto filmati di Manhattan o New York con la gente mascherata, ma quelli sono filmati che servono per noi, per convincerci a comprare le mascherine a 1,50€ l’una dai cinesi che le vendono a 0,37€ agli altri.

La tanto vituperata Svezia sta meglio di noi ma peggio del Brasile, e lì volevo arrivare: il tanto vituperato Brasile dove sembrava si dovessero trovare i morti per la strada, invece va meglio di noi.
Poi c’è l’altrettanto vituperata Russia, e qualcuno dirà “eh ma in Russia non ci dicono la verità”. Perché, in Italia ce la dicono? Ci sono inchieste terribili su quello che sta accadendo. Sugli altri bisogna essere sempre sospettosi, ma su di noi no? allora o li prendiamo tutti per buoni questi dati, oppure diciamo che i dati non valgono per nessuno e le varie restrizioni non valgono più.
Ditelo a Putin che bara sui dati. “Eh no, ma quello è un dittatore”, dicono, ma a noi cosa stanno facendo? Non ci obbligano dittatorialmente a fare delle cose sulla base dei dati che forniscono loro?
O prendiamo tutto per buono, oppure non è che possiamo stabilire i buoni e i cattivi perché ce li siamo scritti sulla lavagna in base a come ci pare.

Nel rapporto tra casi confermati e decessi l’Italia ad agosto era praticamente un campo di sterminio: era al 14%. Ma perché era un campo di sterminio? Lo abbiamo detto con tutti i nostri ospiti: tachipirina e vigile attesa ha comportato questo. Poi quando si è iniziato a urlare insieme ai medici di famiglia il tasso di letalità è iniziato a scendere. Guardate il grafico: eravamo al quadruplo degli altri paesi nel rapporto tra casi e decessi. Questo è il grafico che indica la mala gestione del nostro Ministero, le bugie che ci sono state propinate e l’incapacità (nel migliore dei casi).

In sostanza in tutti i paesi, a prescindere dalle misure – dalle più lasche alle più severe – il virus segue la sua strada, anzi, noi siamo i peggiori di tutti nonostante abbiamo posto in essere le misure più severe e distruttive per l’economia, per la psiche e per la socialità delle persone. Siamo i peggiori al mondo, e il virus sta variando a prescindere dai vaccini e dalle restrizioni.
L’unica scelta assennata e ragionevole è ancora la cura. Lo diciamo da un anno e insistiamo sul nostro principio che viene dagli scienziati veri, quelli che non vanno tutti i giorni in TV
“.

 

Fonte: RadioRadio

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