Donati a enti e ospedali. Nel necrologio, scritto prima di morire, la professoressa di Lettere in pensione salutava gli affetti di sempre, ringraziava i medici e ricordava la “lunga schiera” di ex allievi

Una donna, Marisa Cavanna, è morta a dicembre, all’età di 96 anni, a Genova, lasciando in beneficenza 25 milioni di euro. La sorpresa milionaria è arrivata con l’apertura del testamento. A beneficiare dell’ingente somma 16 enti tra cui l’Ospedale Gaslini o il Galliera, cui va una prestigiosa villa dal valore di 3 milioni di euro. Nel necrologio, scritto prima di morire, l’ex professoressa di Lettere ringraziava i medici e ricordava la “lunga schiera” di ex allievi.

L’eredità Oltre alla beneficenza, nell’eredità sono inclusi la nipote (figlia del fratello), alcuni amici, il curatore testamentario che dopo 30 anni ancora le dava del lei ed è rimasto piuttosto stupito dal lascito. La donna non ha dimenticato la badante cui va qualcosa come 3,7 milioni di euro.

Nel testamento alla nipote lascia tra l’altro i documenti della “nobile famiglia Contarini da cui discendiamo”. La quantificazione dei beni non è ancora conclusa e c’è grande riserbo. Chi la conosceva ne ricorda l’estrema riservatezza e ritrosia ad apparire, in particolare in atti di beneficenza “da fare e di cui non parlare”.

Il saluto nel necrologio scritto prima di morire Lontana dai giri mondani, molto religiosa, non si era mai sposata e anche per l’età viveva da ultimo piuttosto ritirata. E’ morta arrivando molto lucida fin quasi agli ultimi giorni, raccontano. Aveva scritto da sé il proprio necrologio lasciandolo in busta chiusa, con degli ultimi saluti pieni di affetto e gratitudine per molti. Si concludeva, come detto, con “un ricordo commosso alla lunga schiera degli ex allievi”, la ragione di gioia di una vita. Il testamento olografo era invece pronto dal 2012.

Milioni di euro donati a enti e ospedali Per lei dunque parla il testamento. Ben cinque su otto dei beneficiari dell’eredità Cavanna, si parla di circa 25 milioni di euro complessivi, sono istituzioni, associazioni o onlus. Andranno dunque circa 5 milioni di euro di beni mobili al Galliera, assieme ai ricavi della vendita al miglior offerente del prestigioso edificio in via Giordano Bruno a Genova, situato in una spettacolare posizione a due passi dal mare, dove Marisa abitava. Si stima possa valere altri 3 milioni di euro o più.

Tutti gli arredi vengono invece lasciati al Don Orione di Genova, che riceve un altro ottavo del patrimonio Cavanna in titoli e contanti (per 5 milioni circa). Altri 5 milioni vanno all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova e 5 ancora all’Associazione italiana per la ricerca sul Cancro. Quasi altri 4 milioni (12/13) sono poi ripartiti tra: Amnesty International, Amici senza frontiere, Save the Children, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Associazione italiana Amici di Roul Follereau, Lega del Filo d’oro, Suore missionarie della carità opera Madre Teresa di Calcutta, Piccole suore dei poveri, Fondazione Opera S. Francesco dei Poveri, Associazioni Missioni Don Bosco e Opera d’Assistenza “Progetto sorriso nel mondo”.

Le raccomandazioni Al Gaslini e al Galliera la Cavanna ha chiesto di utilizzare il lascito non per la normale amministrazione e manutenzione dell’ospedale, bensì per la ricerca e l’acquisto di apparecchiature “necessarie per più opportune cure degli ammalati”. Al Galliera, cui come detto andrà il ricavato della vendita della casa, chiede in particolare chiede di “privilegiare la divisione di Cardiologia per continuare la tradizione della mia famiglia”.

 

Fonte: TGCom24

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