Tutti conoscono Gabriele D’Annunzio, molti come “poeta vate“, altri come l’autore de “Il Piacere”, altri ancora come un portavoce della filosofia del “superuomo” o come capitano dell’impresa fiumana; pochi tuttavia sono a conoscenza di una delle sue più grandi qualità creative, ossia quella di aver saputo creare nuove parole tutt’oggi divenute diffusissime nella lingua italiana.

La creazione di “neologismi” fu dunque un marchio ancora oggi vivo sulla pelle dello scrittore. In questa puntata della rubrica, diversa dalle altre per ovvi motivi, andremo a elencare e spiegare brevemente alcune di queste parole dannunziane:

  • Tramezzino= questa parola fu usata la prima volta dal poeta vate nel 1925 quando parlò di alcuni panini mangiati poco tempo prima. Da quel momento la parola avrebbe avuto una diffusione nazionale.
  • Vigile del fuoco= ispirato dai “vigiles” dell’antica Roma, poco prima della seconda guerra mondiale, sotto il regime fascista, D’Annunzio suggerì questo titolo come alternativo a “pompiere”.
  • Rinascente= la Rinascente è oggi un grande magazzino famoso in tutto il mondo, presente nelle principali città italiane. Forse non tutti sanno, però, che “Rinascente” non è il nome dalla fondazione: inizialmente conosciuti come “I grandi magazzini dei fratelli Bocconi”, dal nome dei fondatori (che costruirono la prima sede a Milano nel 1865), dal 1880 mutuarono nome in “Alle città d’Italia”. Fu solo dopo un devastante incendio nel 1917 che D’Annunzio scelse come nome “Rinascente“, a indicare il momento della rinascita dei magazzini, risorti dalle proprie ceneri.
  • Scudetto= è proprio ciò che pensate, ossia la coccarda (ormai anche in senso figurato) che detiene chi vince il campionato di calcio di Serie A.
  • LA automobile= in questo caso il poeta non inventò la parola “automobile”, ma ne stabilì il genere opposto: se prima infatti questo termine era utilizzato al maschile, con D’Annunzio diveniva femminile.
  • Velivolo= su questa lo scrittore si dilettò anche a dare una spiegazione per la scelta: “La parola è leggera, fluida, rapida; non imbroglia la lingua e non allega i denti; di facile pronunzia, avendo una certa somiglianza fònica col comune veicolo, può essere adottata dai colti e dagli incolti
  • Fusoliera= altro termine dell’ambito aviatorio.
  • Milite ignoto= alcuni attribuiscono a d’Annunzio anche la definizione di “milite ignoto” con cui, dal 1921, viene indicato il militare italiano non identificato, caduto nella Prima Guerra mondiale, sepolto presso l’Altare della Patria a Roma.

By Simone Chiani

Nato nel 1997. Viterbo. Diplomato al Liceo Psicopedagogico e laureato in Lettere Moderne. Autore dei libri Evasione (Settecittà, 2018) e Impronte (Ensemble, 2020).

One thought on “Pillole Letterarie: D’Annunzio e le parole da lui inventate”
  1. Il Vate.. Il mio preferito. Da rivalutare perché a lungo considerato (a torto) solo una espressione del fascismo. Invece Fiume e la Carta del Canaro furono quanto di più distante ci potesse essere dal fascismo..

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