La proposta di Draghi sull’allungamento del calendario scolastico non sta riscontrando molti favori. L’insegnante e scrittore Andrea Maggi ha deciso di pubblicare un post in merito.

Egregio Mario Draghi,
Le è capitato di entrare di recente in un’aula scolastica a luglio? Suppongo di no, altrimenti non le sarebbe nemmeno venuto in mente di prevedere un calendario scolastico più lungo. Le posso assicurare, giacché insegno da diciassette anni, che già dalla seconda metà di maggio nelle scuole di tutta Italia è necessario fare lezione con le finestre spalancate per non morire di caldo” scrive.

Consiglio di non squagliare gli studenti (né i docenti) dopo un anno estenuante come quello che stanno passando, costringendoli a lessarsi al caldo dopo essersi “lessati” davanti ai monitor dei loro computer per la didattica a distanza. Sarebbe una tortura inutile. Si concentri piuttosto su una riforma che dal prossimo anno rimetta in primo piano il sapere” prosegue.

Poi aggiunge: “Si lavori affinché, dopo questa “sbornia digitale” scolastica, non si confondano i contenuti informazionali ricavabili dalla rete con i contenuti empirici. È un equivoco su cui vale la pena ragionare. Ne va del valore dello studio e dello studiare da ora in avanti. Non procediamo avventatamente, prolungando in modo insopportabile quest’anno scolastico già di per sé esasperante“.

Avviamo una riflessione fin da adesso su ciò che è funzionato e su ciò che invece non è andato bene, per programmare il prossimo anno scolastico con obiettivi ben precisi.
E per una volta dopo trent’anni di riforme scolastiche calate dall’alto, La scongiuro, coinvolga la base. Noi, i docenti” conclude.

 

Fonte: youreduaction

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