La verità è che quando si fanno ipotesi del genere è tanto facile rimanerne abbagliati quanto trovarne i difetti; è altrettanto vero che anche le confutazioni stesse di tali ipotesi andrebbero sottoposte ad accurato controllo.

Non si può tuttavia parlare con certezza di questo tema, o perlomeno non ancora, però uno studio di questi ultimi giorni sembra contraddire la teoria della vita su Venere per via della fosfina.

Questa volta si tratta di uno studio di Andrew Lincowski, nel quale l’atmosfera venusiana viene accuratamente ricostruita e simulata al computer. E’ emerso che le osservazioni del JCMT sono spiegate molto meglio da uno strato di anidride solforosa a 80 km, invece che uno di fosfina a 60 km.

La squadra di esperti di Jane Greaves, osservando Venere nelle microonde, aveva scoperto una riga di assorbimento a 266,94 GHz, esattamente dove viene prodotta da due gas: la fosfina e l’anidride solforosa, SO2. Per distinguere tra le due possibilità hanno cercato con ALMA altre righe della SO2, senza trovarle. Questo corroborava la conclusione che si trattasse di fosfina.

Ma già prima della recente simulazione di Lincowski, c’era stato un arresto: il team di ALMA già si stava accorgendo che i dati erano stati calibrati male. Le osservazioni vengono riprocessate e pubblicate. Greaves continua a vedere la fosfina, anche se con una significatività minore (rivelazione più difficoltosa), ma l’analisi indipendente condotta da Alex Akins fallisce nell’estrarre il segnale della fosfina.

Il caso però non è ancora chiuso: c’è ancora spazio per la fosfina all’interno dei dati, anche se si fa sempre più difficile. Per questo nei prossimi mesi verranno effettuate molte altre osservazioni di Venere, al fine di raccogliere nuovi dati indipendenti da quelli iniziali.

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By Simone Chiani

Nato nel 1997. Viterbo. Diplomato al Liceo Psicopedagogico e laureato in Lettere Moderne. Autore dei libri Evasione (Settecittà, 2018) e Impronte (Ensemble, 2020).

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