“Voglio una vita spericolata” . Risuona ancora ovunque il verso di una delle sue canzoni più famose. Una filosofia racchiusa in poche parole. Una scossa alla musica italiana, al mondo sanremese fatto di papaveri, papere e cuore che fa rima con amore.
Un modo diverso di vivere, di pensare, di affrontare la propria storia. Bando alla serena esistenza di chi vive di orari, di monotonia, di serena ripetitività.  Sì a una vita movimentata, spericolata e piena di guai.  “Sorridere dei guai, proprio come non hai fatto mai, e pensare che domani sarà sempre meglio…”. In una parola, “vivere”.
E Vasco ha realmente interpretato appieno la sua filosofia di sprezzo del pericolo, di eccessi, di coraggio. Oggi compie 69 anni uno dei miti della musica italiana.
Si può non condividere il suo modo di vivere, ma non si può non apprezzare la sua musica.

Apparentemente in contrasto con la filosofia di vita da lui proposta, il sorriso dolce di un uomo buono, di un figlio dell’Appennino e alcuni versi di canzoni che denotano sensibilità,  profondità d’animo, interiorità candida.  Si presenta sul palco vestito da rocker,  a volte alticcio, con un aspetto da duro. Ma la sua voce roca diventa spesso dolce e fa vibrare le corde dell’anima, quando canta “Alba chiara” o “Sally”, ” Gli angeli” o  semplicemente “Ciao”.
“Dimenticare è facile, basta non ricordare”, perchè la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia”.
Vasco ha sempre saputo che siamo “esseri inutili e imperfetti travestiti da saggi e arroganti artefici del nostro destino”.

Vasco è chiamato spesso per nome. Il suo cognome, comune a molti italiani, spesso perbenista e banale, non si addice alla sua forte e originale personalità. Nato sui monti di Zocca il 7 febbraio del 1952, 69 anni fa esatti, passato attraverso 45 anni di carriera, accantonata la fama da duro e da cattivo ragazzo che lo ha accompagnato a lungo agli inizi, l’icona di tanti giovani e meno giovani, resta tale a quasi settant’anni .
La sua musica non ha età. E forse neanche lui. Quando lo si vede cantare davanti a folle oceaniche che ripetono a memoria ogni parola dei suoi brani, Vasco è ancora un ragazzo.
La vita lo ha segnato, ma egli ha segnato anche la nostra, perchè, ascoltare le sue canzoni ci ha fatto crescere, riflettere,  emozionare, affrontare i problemi.
Ci ha fatto vivere.
“La vita è un po’ come un’onda che ti trascina e ti trasporta…poi però raggiunge la riva e sembra morta! Invece no: si rinnova! Arriva un’altra onda ancora! E ancora…”.

Non ci sono più né le radio libere che lo lanciarono nel panorama musicale italiano né le contestazioni giovanili nelle quali trovò l’ispirazione. Il suo rock è venato di poesia.
La sua strada non l’aveva percorsa mai nessuno.

Ci ha regalato mezzo secolo di poemi, parole, pensieri e capolavori musicali. Ce ne siamo fregati dei muri, come dice lui, per aprire la porta del cuore. Ci ha dato tanto, anche se non siamo stati sempre d’accordo con i suoi eccessi.

E noi gli auguriamo di regalarci ancora emozioni, rallentando un po’ sull’acceleratore del tempo e della vita, ma affrontando ancora, come sempre a muso duro, i guai, perchè alla fine “conta il viaggio che il sogno ti fa fare. Conta non stare mai fermi, non importa dove arrivi, tanto poi devi ripartire”.

Grazie, Vasco!

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