Nessuno si ricorderà le sue ultime parole da premier. Tutti si ricorderanno il modo con cui il suo portavoce Casalino ha organizzato la conferenza stampa

Sul contenuto dell’ultima conferenza stampa di Giuseppe Conte non c’è molto da dire. Il premier uscente ha sottolineato il suo ruolo di “civil servant”, ha ribadito di non essere “un ostacolo” o un “sabotatore”, di essere favorevole a un governo “politico” di essersi intrattenuto per oltre un’ora con l successore incaricato Mario Draghi. Quello che ci ricorderemo invece è quel tavolino sotto il sole tiepido di Roma in piazza Colonna, tra Palazzo Chigi e Montecitorio, i luoghi deputati del potere. Dicono che sia un’idea del suo controverso portavoce Rocco Casalino, una trovata da “Grande Fratello”, ma secondo me c’è lo zampino di Beppe Grillo, che per queste cose ha una testa più fina e una maggiore esperienza. Fatto sta che Conte ha centrato l’obiettivo. La politica è comunicazione, l’immagine è importantissima, fin dai tempi di Pericle. Quel tavolino ha centrato l’immaginario collettivo come il celeberrimo ago ipodermico della teoria della comunicazione di Lasswell. Vuole comunicare l’appartenenza dell’avvocato del popolo alla gente comune, quasi si trattasse di una bancarella, di un banchetto del pesce, di una postazione di slow food nel centro di Roma. E soprattutto “fuori dal Palazzo”.

Contrasta quel tavolino ingombro di microfoni con l’abito sartoriale di Conte di fronte a quella messinscena ma l’effetto è stato raggiunto, un curioso mix iconografico di eleganza, spettacolo istrionico, serietà, dichiarazione d’amore, vicinanza all’uomo della strada, lontananza-vicinanza dai luoghi del potere, disinteresse e allo stesso tempo preoccupazione per l’estromissione non desiderata nel giro di pochi giorni. L’avvocato del popolo, appunto. Per la prima (e forse l’ultima) volta Conte ha fatto qualcosa di popolano. Un messaggio diretto certamente agli elettori Cinque Stelle, che non hanno gradito l’interruzione del governo del loro beniamino, ma non solo. “Nell’inquadratura non mettete palazzo Chigi perchè non è un intervento istituzionale”. In realtà Palazzo Chigi è ben presente nell’inquadratura del muro di fotografi e di cameramen che ha immortalato la scena. Ne stanno parlando tutti i media del mondo, dal Al Jazeera alla Cnn. Quel che avrebbe potuto essere un evento quasi insignificante ha fatto il giro del mondo.

 

Fonte: Famiglia Cristiana

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