La maggior parte dei ritrovamenti risale al primo periodo anglosassone tra il quinto e il settimo secolo d.C., ma i residui di alcune strutture risalgono all’età del ferro e all’epoca romana.

AGI – I lavori di demolizione di un vecchio studentato di Cambridge hanno portato alla luce un vasto cimitero risalente all’Alto Medioevo descritto come “uno dei più importanti ritrovamenti archeologici anglosassoni dal diciannovesimo secolo”. Nell’area sono state trovate 60 tombe e 200 reperti, tra i quali bracciali di bronzo, collane, spade, pugnali, contenitori di terracotta e fiaschette di vetro. La maggior parte dei ritrovamenti risale al primo periodo anglosassone tra il quinto e il settimo secolo d.C., ma i residui di alcune strutture risalgono all’età del ferro e all’epoca romana. Secondo il ‘Guardian’, è la “scoperta del secolo” nel campo dell’archeologia britannica.

Goodson ha poi espresso “sorpresa” per il ritrovamento di così tante tombe medievali nei pressi dell’antico insediamento romano di Cambridge, che era stato abbandonato nel quinto secolo d.C. “Sapevamo già che Cambridge non era stata abbandonata del tutto”, ha spiegato la docente al ‘Guardian’, “ma quello che vediamo ora offre un quadro più vasto e chiaro della vita negli ex insediamenti romani”. Secondo Goodson, il sito agli albori del Medioevo era abitato da discendenti dei romani e le nuove popolazioni anglosassoni che si erano impossessate della Gran Bretagna al tramonto dell’impero.

“Non vivevano più come vivevano i romani, mangiavano in modo diverso, si vestivano in modo diverso e avevano un modo diverso di sfruttare le risorse della terra”, spiega Goodson, “stavano cambiando modo di vivere durante un periodo di considerevole fluidità”. In particolare, secondo Goodson “sarebbe molto interessante” scoprire se il cimitero era stato costruito dai romani e aveva continuato a essere utilizzato anche dopo la loro partenza, come emergerebbe dalla struttura di alcune tombe e dal ritrovamento di alcuni oggetti di fattura romana.

Fonte : Agi.it

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