Il 2021 è l’anno della speranza e della fiducia che il futuro torni a essere il nostro compagno di viaggio.

Ma è anche l’anno di fondamentali ricorrenze della nostra storia civile; come il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, il 750° del conclave di Viterbo; ed è anche il 30° dalla nascita del web; probabilmente la terza più importante invenzione nella storia della comunicazione umana, dopo la “scrittura” (3000 a.C.) e la stampa (Gutemberg; 1455).

Il 6 agosto 1991 il fisico britannico Tim Berners-Lee (nato a Londra l’8 giugno 1955) sviluppa il primo sito web del mondo.

La realizzazione avviene nei laboratori del CERN (Conseil européen pour la recherche nucléaire) di Ginevra, il più grande centro di ricerca di fisica del mondo. All’inizio degli anni ’90 i computer erano già molto evoluti ma le capacità di dialogo e scambio tra i PC erano ancora limitate e circoscritte a pochi piccoli scambi locali; l’invenzione di Berners-Lee li mise tutti in rete cambiando la storia dell’umanità.

Laureato in fisica a Oxford nel 1976, diviene presto uno dei maggiori esperti in ingegneria del software, la disciplina che si occupa dello sviluppo e progettazione dei programmi in grado di far eseguire alle macchine calcolatrici le prodigiose elaborazioni di cui spesso gli utenti non hanno la minima cognizione. Il suo primo ingresso al CERN avvenne nel 1980 grazie ad un contratto di sei mesi, proprio come esperto di ingegneria del software.

È al CERN che Berners-Lee realizza “enquire”, un prototipo che tuttavia conteneva i fondamenti teorici di quello che sarebbe poi diventato il World Wide Web (più o meno: “ragnatela globale”), inclusa Internet, la parte pubblica del web. La fortunata sigla WWW è stata coniata da lui. Dopo un intervallo di quattro anni, Berners-Lee torna al CERN nel 1984 con una borsa di studio iniziando un incredibile percorso costellato da geniali invenzioni: lo “httpd” (Hypertext Transfer Protocol Daemon), il primo programma alla base del funzionamento dei “server” (è proprio l’interconnessione dei server che dà luogo al web globale) e HTML (HyperText Markup Language), quello che ci permette di passare facilmente da un documento all’altro.

Sfortunatamente le istituzioni del CERN non compresero appieno le potenzialità delle invenzioni di Berners-Lee e non lo supportarono a dovere. Ma gli americani sì.

Fu così che accettò di trasferirsi al prestigiosissimo MIT (Massachusetts Institute of Technology), dove, nel 1994, fondò il World Wide Web Consortium. Sulle tracce dei lavori di Berners-Lee si è andato progressivamente sviluppando un intero campo professionale e una ramificatissima comunità di ricerca. Da allora è stata una pioggia di riconoscimenti: Premio Marconi (2002), premio Millennium Technology (2004) fino al prestigioso premio Turing 2016 (il Nobel dell’informatica).

Instancabile è anche il suo impegno per la democrazia del web: “dobbiamo iniziare a parlare di diritto all’accesso al web e di diritto a non essere spiati. Internet deve restare gratis, aperto e neutrale”.

Nel tempo del Covid un ringraziamento in più.

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