Via libera alla sperimentazione sui macachi nell’ambito dello studio “Light-up” delle università di Parma e Torino.

Dopo mesi di battaglie e polemiche il Consiglio di Stato ha deciso che i test possono riprendere, dando ragione a chi sostiene che la sperimentazione sui macachi, per questo studio, è irrinunciabile. Duro colpo, quindi, alla Lega antivivisezione Onlus (Lav) che, negli ultimi mesi, ha portato avanti la sua battaglia per fermare la sperimentazione, raccogliendo le firme di ben 450mila persone. Il progetto delle università di Torino e Parma ha come obiettivo quello ricreare un “modello animale” per lo studio delle persone affette da “blindsight” che, quindi, hanno perso parzialmente la vista a causa di un danno cerebrale. I macachi che fanno parte della sperimentazione, sei esemplari, dovranno quindi subire un intervento chirurgico al cervello con lo scopo di creare una piccola area cieca in uno dei due occhi. In questo modo gli scienziati potranno studiare i processi neurofisiologici di adattamento della visione. Lo studio, finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca, ha quindi l’obiettivo di combattere alcune forme di cecità.

La Lav però non ritiene che il fine giustifichi i mezzi. Per questo sono ricorsi per due volte al TAR contro la sperimentazione. In entrambi i casi hanno perso. La decisione è però stata ribaltata in tutte e due le occasioni dal Consiglio di Stato, presieduto dal giudice Franco Frattini, che a più riprese si è espresso con opinioni a favore della campagna degli animalisti anche sui social media. Ora, con quest’ultimo atto del Consiglio di Stato, si dovrebbe mettere la parola fine a mesi di duro tira e molla tra scienziati e animalisti.

 

Fonte: La Stampa

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