Una tragedia che doveva assolutamente essere evitata. Lo Shuttle Challenger, dopo 73 secondi di volo, si portò via 7 astronauti, al Kennedy Space Center, Florida. Oggi è l’anniversario: era il 28 gennaio 1986.

Durante STS-51-L (la sua decima missione), un difetto di un O-ring in uno dei propulsori a combustibile solido, provocò un incendio nel serbatoio esterno, che causò così l’esplosione dell’astronave.

Un semplice anello di gomma si indurì con la bassa temperatura di quel fatidico 28 gennaio, la perdita di flessibilità provocò una sequenza di incidenti a catena, uccidendo tutti i suoi occupanti, inclusa Christa McAuliffe, prima civile a partecipare a un viaggio in orbita.

La fuga dell’equipaggio non era affatto possibile durante il volo.

Nelle prime quattro missioni orbitali dello Shuttle furono usati dei seggiolini eiettabili modificati dell’SR-71 Blackbird e tute a pressione. Furono rimossi nelle missioni successive, durante le quali l’equipaggio indossò solo le tute di volo.

Il lancio fu trasmesso in diretta TV, anche se molti telespettatori lo seguirono in differita nella giornata.

By Simone Chiani

Nato nel 1997. Viterbo. Diplomato al Liceo Psicopedagogico e laureato in Lettere Moderne. Autore dei libri Evasione (Settecittà, 2018) e Impronte (Ensemble, 2020).

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