Molti i proprietari di cani che si sono resi disponibili ad aiutare il pastore maremmano. Il padroncino, che è cresciuto con lei, non la lascia un attimo

Una brutta storia, con un finale purtroppo ancora incerto. È la mattina di lunedì. Siamo a Firenze, nella zona di Porta Romana. Wilma – un cane di razza maremmano di nove anni – comincia a sentirsi male. Prima un attacco di diarrea. Poi addirittura una copiosa perdita di sangue. La sua padrona chiama subito un amico veterinario. L’animale viene portato d’urgenza al «Vet Hospital h24» e le sue condizioni risultano gravissime. «Wilma ha avuto un crollo dei globuli rossi – spiega Simone Perini, ex compagno della proprietaria del cane – Il medico che l’ha visitata ci ha detto che ci sono concrete possibilità che il malore sia stato causato da un avvelenamento». Da una prima ricostruzione, il veleno che avrebbe messo in pericolo la vita di Wilma sarebbe del topicida. Il sospetto dell’avvelenamento è rafforzato da un altro elemento: lo stesso giorno, sempre in zona Porta Romana, un altro cane maremmano è stato ricoverato con gli stessi sintomi: «Wilma non è mai uscita dalla sua cuccia in giardino, lunedì, quindi l’esca avvelenata potrebbe essere stata lanciata all’interno della proprietà», racconta Perini.

L’appello su Facebook per la trasfusione

Per cercare di salvare Wilma, è stato necessario ricorrere a delle trasfusioni: «Serviva disponibilità di sangue – dice Perini – Ho diffuso su Facebook un messaggio pubblico, chiedendo aiuto. C’era bisogno di cani di età inferiore ai dieci anni e con peso superiore ai dodici chili». Il post, grazie anche alla condivisione su gruppi animalisti, è diventato virale. In poche ore quasi una trentina di padroni di cani ha risposto all’appello: «Sapevo quante persone cattive ci fossero al mondo, ma stavolta mi ha colpito la mobilitazione di persone buone per Wilma». Come accennato, la prognosi resta riservata: «Stiamo aspettando notizie dal veterinario», ricorda Perini, che comunque – per ringraziare della solidarietà – ha pubblicato la foto del figlio abbracciato all’animale ricoverato: «Mio figlio ha otto anni. Wilma praticamente gli ha fatto da tata. Quando aveva pochi mesi si addormentava sulla sua pelliccia». «Ecco, cara mano sconosciuta, questo il risultato del tuo gesto, della tua cattiveria, ma lui, quel bimbo non penserà a te, non ti odia, quel bimbo dà amore, non si sporcherà di odio, e di oggi ricorderà le persone meravigliose che facendo una catena umana ci stanno aiutando», si legge nel messaggio di Perini, che accompagna la tenera immagine del figlio insieme a Wilma. «Se come probabile l’avvelenamento verrà confermato, procederemo a denunciare il fatto – conclude Perini – Al momento la cosa importante è la piena guarigione del cane». Centinaia i like, le condivisioni e i commenti di utenti da tutta Italia.

 

Fonte: Corriere Fiorentino

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