Non c’è praticamente mai stata partita: nerazzurri superiori sotto tutti gli aspetti. A segno Romero, Ilicic su rigore e Zapata. Pioli fa esordire Mandzukic. Il pari dell’Inter a Udine lascia al Diavolo il primato solitario

E’ tutto profondamente diverso da allora, ma quando il Milan incrocia l’Atalanta evidentemente scatta qualcosa di diabolico. Tredici mesi fa la Dea costrinse il Diavolo al reset completo, stavolta quanto meno lo ridimensiona. Perché a San Siro finisce 3-0 ed è un risultato che avrebbe potuto essere decisamente più pesante all’interno di una gara senza storia, dominata dai bergamaschi sotto tutti gli aspetti. Milan incapace di produrre pericoli e Atalanta incontenibile, praticamente perfetta, che si riaffaccia con prepotenza in zona Champions. L’unica consolazione per i rossoneri arriva da Udine, dove l’Inter non va oltre il pareggio: Ibra e compagni sono campioni d’inverno.

Pioli ha vissuto, una volta tanto, una settimana con diverse buone notizie. Innanzitutto dall’infermeria, che ha restituito Rebic e Krunic, guariti dal Covid, e soprattutto Hernandez, che invece è stato fermo diversi giorni senza averlo mai contratto (falso positivo, com’era accaduto per Donnarumma e Hauge). Ma le liete novelle sono arrivate anche dal mercato, che ha permesso al tecnico rossonero di portare immediatamente in panchina i neo acquisti Mandzukic e Tomori. In difesa Kalulu ha preso il posto dello squalificato Romagnoli, davanti Leao è tornato al suo posto a sinistra dopo la squalifica, a supporto di Ibra. Ma la grande novità è stata sulla trequarti, con Meité – al debutto da titolare – al centro della trequarti e Diaz confinato in panchina. Gasperini rispetto al pareggio di Udine, considerata l’esigua forbice temporale fra le due partite, ne ha cambiati cinque: Djimsiti, Gosens, Freuler, Ilicic e Zapata per Palomino, Maehle, Malinovskyi, Miranchuk e Muriel.

 

Fonte: Gazzetta

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