Una società che non rispetta i morti e distrugge il futuro dei giovani è una società defunta, o almeno procede velocemente per diventarlo.

Tutto ciò sta drammaticamente avvenendo in questo disgraziato Paese da quasi un anno: si oltraggiano i morti con il Covid, utilizzandoli come una clava politica per toglierci le libertà, e si usano i giovani degli aperitivi e della movida come capro espiatorio con il quale nascondere la gravi carenze logistiche e organizzative che stanno caratterizzando la guerra al medesimo Covid. Guerra gestita da un generalissimo dai poteri speciali, il commissario straordinario Domenico Arcuri, al quale sembra vietato, pena querela di parte, porre domande appena scomode.

Regime sanitario, i morti come propaganda

Per ciò che concerne i poveretti che non ci sono più (mentre scrivo in Italia abbiamo superato le 80.000 vittime con il Covid-19), che la propaganda del regime sanitario ci sventola sotto il naso ad ogni occasione per ricordarci che dobbiamo morire, continuano ad essere trattati con il barbaro protocollo dei primi momenti. Il defunto viene completamente immerso nella varechina e riconsegnato dentro un sacco nero, rigorosamente sigillato, ai parenti. Ora, non bisogna avere ottenuto il premio Nobel per comprendere che si tratta di un procedimento assolutamente insensato, dal momento che il Sars-Cov-2, essendo un virus a Rna è incapace di vita propria. Ciò significa in estrema sintesi che quando l’ospite in cui è installato muore, fatalmente muore anch’esso.

Lo dimostra un accurato studio condotto nell’aprile scorso dal  professor Hendrick Streek, uno dei più accreditati virologi tedeschi. In sostanza, in una regione della Germania con elevata diffusione del coronavirus, lo staff diretto da Streek ha raccolto campioni biologici dagli oggetti più usati nelle abitazioni di alcune famiglie poste in quarantena a causa del contagio. Ebbene, in nessuno dei numerosi campioni prelevati era stato possibile coltivare il virus il laboratorio. Il Sars-Cov-2 era ancora molto presente, ma solo in forme residuali completamente inerti.

Le misure scellerate dei giallorossi

Ciò significa che si potrebbe evitare l’oltraggio al culto dei morti, che rappresenta uno dei principali passaggi evolutivi della specie umana, riconsegnando la salma intatta ai propri cari, con qualche minima precauzione in più rispetto ad una tradizione plurimillenaria. Invece si prosegue in questa barbarie la quale si lega con un sinistro filo rosso alle durissime restrizioni che stanno letteralmente distruggendo il futuro delle giovani generazioni.

In altri termini, è come se si interrompesse quel profondo legame storico che, presente nel dna culturale di ogni società umana, lega i morti ai vivi. Ed è anche per questo che i vivi onorano da sempre i morti, la cui presenza immateriale nella nostra vita terrena ci ricorda che noi, nel bene e nel male, non siamo altro che gli ultimi staffettisti di una lunghissima corsa evolutiva.  Il problema è che di questo passo, con l’istruzione paralizzata dalle misure scellerate del governo e i nostri ragazzi criminalizzati dal partito del terrore, non ci sarà più nessuno a cui passare il testimone.

di Claudio Romiti

Fonte: Nicola Porro

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