Questa volta scriverò un breve articolo che non sarà affatto di divulgazione informativa, come ogni buon articolo di giornale che si rispetti. Sarà bensì un articolo del tutto opinionistico.

Come tale, ha un valore di poco inferiore a una briciola di pane raffermo gettato in un oceano salato.

Prendetelo quindi per quello che è.

Innanzitutto, è bene che chi parli e lamenti di complottismo sappia, almeno vagamente, dell’esistenza del QAnon. Altrimenti, è come essere bambini confusi che parlano di un qualcosa di per loro etereo ed evanescente. Invito quindi a leggere almeno le prime righe di wikipedia sull’argomento.

Ci potrebbero essere migliaia di argomenti divertenti di cui è bene avere almeno una minima consapevolezza. Per esempio:

in questo documento recentemente declassificato dell’FBI si dice, parafrasando:

Da 1 anno non c’è stato nulla di interessante da riferire. Ora invece ci è capitata tra le mani questa chicca che merita attenzione. Stia a sentire signor presidente…

e nella medesima pagina, addirittura sottolineato, viene scritto che la signora Margaret Storm, piuttosto vicina al signor Nikola Tesla, afferma candidamente che lo scienziato aveva rapporti con alieni e che egli stesso fosse venusiano. (Nel resto del documento si parla poi di tutt’altro, e alla fine si dice che non è stato possibile confermare nulla delle parole di Margaret Storm)

fonte: https://vault.fbi.gov/nikola-tesla/Nikola%20Tesla%20Part%2003%20of%2003

Leggeteli i documenti declassificati dell’FBI. Ci trovate di tutto e di più.

Davvero… di tutto e di più…

Viene da ridere a pensare che gente tanto seria e sveglia possa ritenere degno di attenzione (addirittura da sottolinearlo) informazioni tanto vaghe.

Capite bene che non posso dilungarmi oltre in queste mirabolanti peripezie umane, ma vi assicuro che in rete si trovano informazioni (ormai inflazionate anche negli articoletti social da quattro soldi) di ogni genere, a cui la fantasia (anche quella dei nostri tanto amati film e telefilm) non arriverebbe neppure lontanamente ad immaginare.

E questa è la premessa, perché ho come l’impressione che ormai questo genere di cose non turba neanche più molto, talmente se ne parla.

Si perché la moda di quest’epoca (ed è solo un mio modestissimo parere) non è solo il virus, l’economia, la spiritualità (materialistica) o la distopia orwelliana. Dietro a tutto questo, come un’alone invisibile, un lezzo che disturba l’occhio di chi cerca di ascoltare la realtà che lo circonda, è la dilagante sensazione di complotto e complottismo.

E non darei il giusto sapore a quanto scrivo se non mi azzardassi a dire che tale alone sia addirittura voluto; così diamo a questo articolo l’etichetta complottista che merita.

Ma allora, alla luce dei fatti, cos’è che stiamo osservando? Si tratta di complotto o di complottismo?

Chi scrive questo articolo pensa che già fare questa distinzione generi l’ennesima illusione.

Il “complotto” è un fatto. Se si è abbastanza onesti con se stessi, senza bisogno di andare ad indagare altrove, si comprende facilmente che il complotto è un fenomeno umano. Noi stessi, anche quotidianamente, assumiamo piccoli comportamenti che hanno valenza di complotto. Iniziamo dall’etimo della parola:

fonte: www.etimo.it

Quando qualcosa della nostra vita non ci aggrada o non soddisfa le nostre aspettative, magari a tal punto da sentircene minacciati, non siamo forse quantomeno spronati ad agire a tal punto, segretamente, a volte machiavellicamente, da realizzare il fine a noi adeguato a “risolvere la situazione”?

Non voglio neanche dilungarmi in esempi. E’ decisamente palese che tale attitudine sia perennemente presente in ognuno di noi…

Dunque… i lettori più attenti avranno ormai compreso che l’esistenza del “complotto” è nientemeno che un fatto. Un fenomeno osservabile ovunque e in qualunque istante della nostra e altrui vita.

Osservato onestamente questo, viene altrettanto spontaneo chiedersi: cosa significa essere complottisti?

“Complottista” è un’etichetta. Ogni aggettivo che possa essere usato per giudicare un pensiero o comportamento (nostro o altrui) assume inevitabilmente connotazione di etichetta. E’ questo stesso meccanismo, della mente, che crea la “persona”, ne dà una forma, un qualcosa di concreto che possa essere così facilmente gestito dal raziocinio del pensiero.

Tant’è… che l’etimologia della parola “personalità” significa appunto maschera, nel senso più teatrale del termine. Pirandello docet.

Per concludere, trovo interessante notare come questa pandemia sia, agli occhi della massa, in qualche modo diversa dalle pandemia passate. Nonostante sia, in effetti e di fatto, nient’altro che una comunissima pandemia.

Non quindi diversa come fenomeno in sé, ma nel modo in cui viene accolta… etichettata.

Ciò che mi preme qui comunicare (ripeto, con valenza di mera opinione personale) è che, al di là dell’esistenza o meno del complotto in sé, è l’attitudine stessa ad osannare e/o temere il complottismo a generare quel senso di divisione di massa che tanto poco l’umana esistenza può permettersi.

E questo non vale solo per l’epoca attuale. E’ un processo che avviene da millenni e millenni. E’ un atteggiamento arcaico.

La differenza che si manifesta oggi è dovuta alla consapevolezza dell’esistenza di tale meccanismo.

Il nostro sfrenato bisogno di etichettare i fenomeni e l’arbitrio altrui è tanto necessario alla mente quanto velenoso per lo spirito. E’ questo processo della mente a creare divisione tra noi e l’altro. La divisione genera conflitto, il conflitto genera guerra, odio e dissapori, e da ciò deriva l’eterno ritorno di dolore che tanto Gesù ha cercato di mettere in luce per mezzo della compassione e del martirio.

E’ coincidenza che il fenomeno del QAnon sia nato proprio in concomitanza della presidenza di Trump?

I terrapiattisti sono solo degli imbecilli, o è forse un ironico movimento che si è reso necessariamente manifesto dall’umana consapevolezza, di un intangibile “qualcosa” che superficialmente sfugge troppo facilmente dalle mani del pensiero?

E’ forse l’esistenza stessa del complottismo ad essere un complotto? O è forse tutto un complotto orchestrato per generare quel complottismo utile a dividere le masse così da poterle meglio gestire?

Chi scrive questo articolo è forse passabile di eccessivo complottismo?

Pongo un’ultima questione ben più audace: alla luce di quanto finora scritto, è davvero così importante sentirsi tanto superbamente intelligenti da riuscire a rispondere adeguatamente a queste domande? Non sarà forse che ci sfugge qualcosa di ben più semplice, banale, noiosamente sciocco e innocentemente rilevante?

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