Renzi annuncia le dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti, oltre che del sottosegretario Scalfarotto, aprendo di fatto la crisi di governo.

Un passo che sembrava potesse essere scongiurato: la conferenza stampa, slittata di oltre mezz’ora era stata letta come un tentativo in extremis di evitare lo strappo definitivo, così come auspicato da Mattarella e come chiesto tanto da Pd quanto da M5S. «Avanti solo con tutta la maggioranza», aveva detto il premier dopo aver incontrato il Capo dello Stato il cui appello è stato quello di «uscire subito dall’incertezza». Il tentativo, però, è fallito.

«Il re è nudo – scandisce il leader di Italia Viva in diretta dalla Camera – Risolviamo i problemi. Pensare di risolvere con un tweet, post o su instagram è populismo. La politica richiede il rispetto delle liturgie della democrazia. Poiché c’è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche». «Questo è il punto fondamentale: non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline. Questo prevede la nostra costituzione che non è una storia su instagram».

 

«È molto più difficile lasciare una poltrona che aggrapparsi allo status quo. Noi viviamo una grande crisi politica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia. Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello d risolvere i problemi, non nasconderli», dice Renzi. «La crisi politica – prosegue – non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi». «Nell’affermare la fiducia incrollabile in Mattarella – continua – pensiamo si debbano affrontare i tre punti cardine che le ministre e il sottosegretario hanno posto a Conte».

«Abbiamo chiesto tre questioni al premier. Il primo è di metodo: non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri, abbiamo fatto un governo per non darli a Salvini», sottolinea, attaccando «l’utilizzo in modo ridondante delle dirette tv, quello discutibile della delega ai servizi».

«Sul Recovery passi importanti – riconosce – Ma resta un grande problema, perché non si prende il Mes? Mes vuol dire più fondi per la sanità, non prenderli per un motivo ideologico è inspiegabile, irresponsabile». Quindi Renzi ribadisce quanto promesso ieri: «Voteremo a favore dello scostamento di bilancio, delle misure sul Covid e del decreto Ristori. Siamo pronti a dare una mano».

Cosa accadrà adesso?

«Dipende dal presidente del Consiglio», dice Renzi. «Noi siamo pronti a tutti i tipi di discussione a patto che sia all’interno di perimetro di maggioranza, siamo pronti a un governo istituzionale con questa maggioranza e siamo pronti ad andare all’opposizione». Quello che Renzi esclude è un ribaltone: «Non c’è ipotesi di un nostro governo che ribalti e si butti con un accordo sulla destra. Non abbiamo mai fatto un governo con Salvini e non è questo il momento per iniziare».

 

Fonte: Il Messaggero

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