“Italiani, siamo tutti fratelli. La nostra nazione si è svegliata e si è messa sul capo l’elmo di Scipione l’Africano, il condottiero romano che sconfisse Cartagine.

È destinata a vincere perché erede di Roma antica che è sempre stata vittoriosa (nell’antichità la vittoria è rappresentata da una dea alata con lunghi capelli). Perciò uniamoci come un esercito in battaglia, disposti anche a morire per l’Italia”. Questa è la semplice spiegazione dei primi versi dell’Inno Nazionale della Repubblica Italiana.

Versi immediati per una melodia impetuosa e decisa, coinvolgente e accogliente.

Un inno da cantare con la mano sul cuore, perché simbolo della nostra nazione

Il Canto degli Italiani, conosciuto anche come Fratelli d’Italia, Inno di Mameli, Canto nazionale o Inno d’Italia, è un canto risorgimentale scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847.

Estremamente coinvolgente e riconoscibile, è la carta d’identità sonora della nostra nazione.

Il testo è formato da sei strofe e un ritornello che si alterna alle stesse. ed è musicato in tempo di 4/4 nella tonalità di si bemolle maggiore. La sesta strofa riprende con poche variazioni il testo della prima.

Il canto fu molto popolare durante il Risorgimento e nei decenni successivi.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’Italia diventò una Repubblica e il Canto degli Italiani fu scelto, il 12 ottobre 1946, come inno nazionale provvisorio, ruolo che ha conservato anche in seguito. Nei decenni si sono susseguite varie iniziative parlamentari per renderlo inno nazionale ufficiale, fino a giungere alla legge nº 181 del 4 dicembre 2017, che ha dato al Canto degli Italiani ufficialmente lo status di inno nazionale de iure.

Scritto nell’autunno del 1847 dall’allora ventenne studente e patriota genovese Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino da un altro genovese, Michele Novaro, il Canto degli Italiani risentì del clima di fervore patriottico che già preludeva alla guerra contro l’Austria.

Giuseppe Verdi, nel suo Inno delle Nazioni del 1862, affidò proprio al Canto degli Italiani – e non alla Marcia Reale – il compito di simboleggiare la nostra Patria.

Fu quasi naturale, dunque, che il 12 ottobre 1946 l’Inno di Mameli divenisse l’inno nazionale della Repubblica Italiana.

Per conoscere meglio la storia e il cammino del Canto degli Italiani, il presidente del Rotary Club Roma Aniene Sara Iannone ha organizzato, per il giorno 14 gennaio, alle ore 19,30, un incontro sulla piattaforma Zoom del suddetto club, dal titolo: “L’Inno svelato- Chiacchierata assai briosa su “Il Canto degli Italiani “., un’originale incursione nella storia d’Italia con il prof. Michele D’Andrea, storico risorgimentale. Si potrà partecipare gratuitamente. È prevista la prenotazione fino a 48 ore prima, la segreteria fornirà i codici per l’accesso. L’evento avrà la durata di 90 minuti (accesso alle 19,15, inizio alle 19,30).

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