Sciare sul Terminillo con neve artificiale porterà l’abbattimento di 17 ettari di bosco in una zona speciale di conservazione, tutelata dall’Unione europea.

La Regione Lazio nei giorni scorsi ha annunciato l’imminente conclusione, con parere positivo della cosiddetta Vinca (valutazione di incidenza ambientale), dell’iter per l’approvazione del progetto di ampliamento del comprensorio sciistico del Monte Terminillo, in provincia di Rieti, a 70 chilometri da Roma. Il piano, denominato Tsm2, prevede il raddoppio delle piste con 10 nuovi impianti di risalita, tre bacini per l’innevamento artificiale pari a 136mila metri cubi, 42 chilometri di piste da sci, con un costo di circa 20 milioni di euro.

Le nuove strutture  come si legge su Il Fatto Quotidiano , si faranno spazio con l’abbattimento di 17 ettari di faggeta vetusta tra i 150 e i 200 anni – con alcuni esemplari che arrivano arrivare ai 400 anni – e circa 8,7 chilometri di trincee su praterie non riproducibili. Il tutto in un’area che prevede la presenza di esemplari di fauna protetta come aquile reali, lupi e che era in corso per il riconoscimento di sito Unesco. L’acqua per la realizzazione dei bacini d’innevamento verrebbe invece recuperata dalle falde e corsi d’acqua limitrofi.

In settimana, fanno sapere fonti regionali al quotidiano, si dovrebbe arrivare all’approvazione della valutazione d’impatto ambientale (Via), che fornirà il nulla osta per la realizzazione del progetto. In Regione sono pressoché sicuri dell’esito positivo. Ma secondo esponenti dei Verdi e di Europa Verde «non si sarebbe dovuto nemmeno arrivare alla valutazione del piano. Il decreto del ministero dell’Ambiente del 17 ottobre 2017 – articolo 5 comma 1 lettera m – infatti, vieta la realizzazione di nuovi impianti da sci nelle zone a speciale conservazione». E annunciano un ricorso in sede europea.

 

Fonte: Terranuova

 

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