C’entra Facebook e la condivisione obbligatoria di un prezioso pacchetto dati. Se non si accetta, si perde l’utenza.

Che cosa significa il messaggio di avviso su WhatsApp che tutti gli utenti stanno ricevendo una volta aperta l’app oggi 7 gennaio 2021 e che verosimilmente hanno chiuso senza leggere facendo subito tap su “conferma”? Il popolare servizio di messaggistica istantanea dell’universo Facebook sta aggiornando i propri termini e l’informativa sulla privacy e chiede esplicitamente ai propri utenti di accettare. Oppure, in caso contrario, di cancellarsi e perdere la propria utenza.

Da iPhone o da Android oggi appariva una finestra a sorpresa al primo avvio di WhatsApp. I protagonisti sono i nuovi termini di servizio che entreranno in vigore dal prossimo 8 febbraio 2021. Sono due gli aggiornamenti che vengono messi in risalto nell’avviso: la modalità di trattamento dei dati e come le aziende possono utilizzare i servizi disponibili su Facebook per conservare e gestire le proprie chat su WhatsApp.

Perché si cita Facebook e cosa c’entrano le aziende?

Tutto era stato già anticipato sondando il codice delle versioni beta da Wabetainfo il 2 dicembre e spiegato nel dettaglio sul blog ufficiale di WhatsApp lo scorso 4 gennaio. Ma come dimostrato dai sempre più numerosi post sui social c’è molta confusione e necessità di una spiegazione semplice.

In una frase, rispetto a prima è ora obbligatorio cedere numerose informazioni personali che potranno poi essere sfruttate dalle aziende su Facebook per determinati servizi, soprattutto a livello commerciale.

Scendendo nel dettaglio, lo scopo dichiarato di questa raccolta dati è per migliorare l’esperienza con le inserzioni e i prodotti del social network. I dati che possono essere condivisi tra WhatsApp e Facebook sono – tra gli altri – il numero di telefono, le informazioni su come si interagisce con altri utenti o aziende, i dati sulle transazioni, info sul dispositivo mobile e sull’indirizzo ip.

Come le aziende potranno utilizzare i dati? Nell’informativa si citano motivazioni come il miglioramento di infrastruttura e consegna, per protezione, sicurezza e integrità (dallo spam alle minacce), per suggerimenti più mirati, aiutando nelle transazioni e ancora per collegare l’account Facebook Pay a WhatsApp.

Rimane la realtà che il pacchetto dati che si cede è consistente, ma soprattutto economicamente assai prezioso. D’altra parte è proprio con i dati degli utenti che Facebook è diventata una superpotenza e con questo passo ha messo definitivamente una pietra tombale sopra la promessa – assai fragile sin dal momento dell’acquisizione per 19 miliardi di dollari- di mantenere WhatsApp un’entità separata e indipendente.

Fonte: Wired.it

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